ANCONA - DA DOMANI 7 MARZO ALLA MOLE VANVITELLIANA LA MOSTRA TEMPORANEA “IL CALVARIO DEGLI ITALIANI DELL’ISTRIA, FIUME E DALMAZIA”

I ricordi, negli oggetti e nelle parole, dell'esodo istriano sono al centro della mostra che si inaugura domani, sabato 7 marzo alla Sala Vanvitelli della Mole dal titolo "Il calvario degli italiani dell'Istria, Fiume e Dalmazia" con una selezione di masserizie originali appartenute agli esuli giuliano-dalmati, provenienti dal Museo di interesse nazionale Centro Raccolta Profughi di Padriciano di Trieste, proiezioni e pubblicazioni. L'iniziativa, presentata oggi in Comune ad Ancona allapresenza del vice sindaco Giovanni Zinni, dell'assessore alle Politiche Educative Antonella Andreoli, di Emanuele Piloni, Coordinatore regionale per le Marche Unione degli Istriani, è patrocinata anche dal Consiglio Regionale delle Marche oltre che dal Comune di Ancona.

In occasione dell'inaugurazione della mostra, sabato 7 marzo alle ore 17:00, una conferenza, con l'intervento dei membri dell'amministrazione regionale, comunale e dell'Unione degli Istriani, contestualizzerà le vicende storiche ed offrirà testimonianze dirette di esuli. Nell'occasione verrà presentata la 3° edizione del libro "10 Febbraio. Dalle foibe all'esodo", scritto dal senatore Roberto Menia, primo firmatario della legge 30 marzo 2004 n.92 istitutiva del "Giorno del Ricordo", con la presenza dell'autore.
Le masserizie sono composte da mobili d'arredamento, attrezzi, oggetti personali, documenti e fotografie appartenute agli esuli giuliano-dalmati e attualmente conservate presso il Museo di interesse nazionale Centro Raccolta Profughi di Padriciano. Su richiesta, l'Unione degli istriani metterà a disposizione personale per accompagnare in visita guidata, previa prenotazione, singoli o gruppi.
L'esposizione è accompagnata dalla collocazione di pannelli esplicativi che ripercorreranno sinteticamente le fasi salienti della dolorosa pagina di storia dell'esodo degli italiani dall'Istria, Fiume e Dalmazia.
In uno spazio dedicato, la proiezione, a ciclo continuo, di un video storico con immagini di repertorio dell'esodo giuliano-dalmata e delle operazioni di recupero delle salme dalle foibe. Ai visitatori sarà distribuito materiale editoriale relativo agli argomenti trattati, tra cui testi editi dall'Unione degli Istriani.
Date e orari della mostra:
Dal 7 marzo 2026 al 6 aprile 2026; visitabile da lunedì a venerdì: dalle 16 alle 20; sabato e domenica: dalle 9 alle 12 - dalle 15 alle 20.
"Questa mostra va a completare la serie di iniziative realizzate in occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio scorso. Essa rappresenta un grande momento di approfondimento per chiunque voglia conoscere la vicenda degli istriani ed il calvario che hanno dovuto subire. Un periodo storico che va ricordato soprattutto per la violenza che l'ha caratterizzato e che ha colpito la popolazione italiana di quel territorio" afferma il vice sindaco di Ancona, Giovanni Zinni.
"Ringrazio l'Unione degli Istriani per aver realizzato questa mostra che racconta quanto accaduto all'indomani del secondo conflitto mondiale nell'Istria. Pagine della nostra storia che non vanno dimenticate. La tragedia delle foibe e dell'esodo va ricordata per amore di verità e di memoria, contro ogni forma di totalitarismo e per favorire la crescita di un percorso condiviso verso la pace e la civile convivenza tra le genti" puntualizza l'assessore alle Politiche educative, Antonella Andreoli.
"La mostra "il Calvario degli italiani dell'Istria, Fiume e Dalmazia", getta nuova luce su quella che è la parte meno conosciuta della tragedia di cui fu teatro il confine orientale italiano: l'esodo e le terribili condizioni di vita nei campi profughi. Negli oltre 100 C.R.P. (Centri Raccolta Profughi) sparsi in tutta Italia, gli esuli trascorreranno lunghi anni tra freddo, fame, povertà, privazioni e, soprattutto, vivendo tra l'indifferenza e le discriminazioni da parte degli altri italiani. Molti si ammaleranno restando permanentemente minati nel fisico, altri impazziranno e verranno rinchiusi nei manicomi, altri ancora si suicideranno. Gli ultimi campi profughi verranno chiusi solamente all'inizio degli anni '70, concludendo una della pagine più dolorose della storia nazionale. Le masserizie esposte nella Sala Vanvitelli in cui è allestita la mostra, che gli esuli portarono via durante il tragico esodo, sono l'ultima testimonianza di ciò che resta del popolo giuliano-dalmata, umiliato, perseguitato e cacciato dalla propria terra. L'ultimo ricordo di quelle che furono l'Istria, Fiume e la Dalmazia italiane" commenta Emanuele Piloni, Coordinatore regionale per le Marche Unione degli Istriani.