Ancona, Mercato delle Erbe - Andrea Raschia”: Stravolta architettura e spazialità! la volontà di realizzare un luogo destinato a vendita di prodotti alimentari e incontro, come piazza coperta, sembra rimaner sulla carta"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota stampa di Andrea
Raschia, ex sindacalista con
il ruolo di segretario della Funzione pubblica Cgil Ancona e Marche
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Grazie al consigliere comunale Angelo Tomassetti il Mercato delle Erbe è tornato alla ribalta con un'interrogazione sullo stato dei lavori. Il caldo estivo non ha risparmiato neanche gli operatori: la mancanza di un alito di vento all'interno ha reso, infatti, l'aria irrespirabile. Mentre le recenti forti piogge hanno determinato allagamenti con acqua copiosamente fuoriuscita dal terreno. Aspetto quest'ultimo rimasto ai margini nella risposta dell'Assessore.
Per il resto veniamo informati che i lavori sono da ritenersi praticamenti conclusi, a parte il completamento di "opere accessorie". Insomma, par di capire che il colpo d'occhio entrando dall'ingresso principale non fa che fotografare la struttura riconsegnata alla Città.

E' trascorso giusto un secolo da quando l'ing. Federico Federiconi, all'epoca capo dell'ufficio tecnico municipale, progettò -tra numerosi edifici e aree pubbliche- il Mercato delle Erbe. "Monumentale esempio di architettura in ghisa e vetro in stile Liberty." E' quanto si ricava da informazioni disponibili in rete; oltre al fatto che furono gli operai del cantiere navale a costruire l'edificio, usando in parte il metallo delle navi austriache cedute all'Italia in risarcimento dei danni della Prima guerra mondiale, navi che avevano cannoneggiato Ancona il 24 maggio 1915.Tra i particolari, è visibile data di costruzione "1926", stemma civico, decori metallici e capitelli, con l'ingresso posteriore che si apre sul ballatoio del secondo piano. Opera monumentale, dunque.
Quanti hanno avuto opportunità di visitare Barcellona avranno certamente passeggiato nel cuore della Rambla fino ad imbattersi al Mercato La Boqueria, il più famoso e pittoresco della Città catalana. Una struttura in metallo e vetro che non può non richiamare la nostra, risalente peraltro alla medesima epoca. Chissà che gli ideatori non abbiamo avuto occasione di passare per Corso Mazzini... Un luogo meraviglioso -parliamo della Boqueria, ovviamente-, un piacere osservare quei banchi impreziositi da fragranze e freschezza dei prodotti; colpiti dai profumi, storditi dai suoni, affascinati dai sapori; bar e ristoranti, luoghi di incontro e convivialità.
Tutti i Mercati monumentali costruiti tra fine '800 e primi '900 sono stati rimodernati in funzione turistica con prevalente vocazione ristoratrice, ma non solo. Si pensi a Lisbona, Mercato da Ribeira; Firenze, Mercato Centrale di San Lorenzo, fantastico in questo senso. Tutti hanno anche mantenuto (e valorizzato) la funzione nativa di approvvigionamento di frutta, verdura , pesce, carne, pane, dolci. Fatte le debite proporzioni, chi non ha pensato che il nostro Mercato delle Erbe non potesse, in un futuro, magari somigliare, anche lontanamente, a spazi così caratteristici ed iconici?Era il desiderio di molti, la speranza che i lavori di restauro, di cui da tempo si parlava, potevano e dovevano realizzare.
Invece? L'intendimento di valorizzare la struttura del Mercato centrale, perseguito dall'amministrazione, in un'ottica di riqualificazione del centro storico, risanamento e conservazione dell'edificio, non sembra aver corrisposto all'obiettivo iniziale. E la volontà di realizzare un luogo destinato a vendita di prodotti alimentari e incontro, come una vera e propria piazza coperta, sembra rimaner sulla carta. Purtroppo.
Il progetto risale al 2023, lascito della giunta precedente. Progetto assai discutibile, grossolano, che gli attuali amministratori -comprendibilmente presi tra eventi e balli- non hanno evidentemente saputo riconsiderare al momento di avviare i lavori.
Ma tant'è! Ricordo all'inizio dell'estate una troupe del TGMarche intervistare i tanti visitatori presenti tra i banchi, tra lavori in corso che lasciavano già immaginare i possibili esiti. Si ascoltavano molte persone esprimere dubbi su quanto si cominciava ad intravedere: "Grazie di essere qui. Fate emergere le brutture che prendono forma, forse c'è tempo per correggerle". L'inequivocabile risposta del giornalista chiarì che quel servizio aveva per oggetto solo il continuo rialzo dei prezzi con l'obiettivo di registrare gli umori dei consumatori. Per una volta il tratto estetico sembrava aver la meglio sul salasso della spesa quotidiana.
Evidentemente tutti avevano chiaro il risultato di opere capaci di stravolgere, in un colpo solo, l'architettura e la spazialità di un luogo simbolo della Città. Per non dire di quei poveri commercianti celati dietro quegli orribili contenitori.