ANCONA - NICOLETTA BONARELLI, “DAL VERO ALL’ANIMA”. UNA MOSTRA NE RISCOPRE IL VOLTO E LA STORIA. Dal 12 settembre al 1° novembre la Pinacoteca Civica ospita la mostra dedicata alle opere finora inedite dell’artista


Dal 12 settembre al 1° novembre la Pinacoteca Civica ospita la mostra, a cura di Michele Servadio, dedicata alle opere finora inedite dell'artista
Ancona, 12 settembre 2026 - Dal 12 settembre al 1° novembre 2026 la Pinacoteca Civica "F. Podesti" di Ancona ospita "Nicoletta Bonarelli. Dal vero all'anima", mostra dedicata alla pittrice Nicoletta Bonarelli (Pesaro, 1906 – Cineto Romano, 2002) e curata da Michele Servadio, storico dell'arte, socio effettivo della III Classe dell'Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti che si è fatta carico del progetto e autore della monografia che nel 2025 ha ricostruito per la prima volta la vita e l'attività dell'artista, pubblicando anche un primo corpus di sue opere fino ad allora inedite.

«La Pinacoteca di Ancona – dichiara l'assessore alla Cultura Marta Paraventi nell'annunciare l' evento espositivo- conferma il proprio ruolo di luogo di ricerca, valorizzazione e proposta, capace di accogliere progetti che vanno dai grandi maestri del passato, come Tiziano, valorizzando le collezioni permanenti, fino a figure del Novecento ancora da riscoprire. Nicoletta Bonarelli, in rapporto con il clima e la scuola romana degli anni Trenta, offre oggi l'occasione per nuove letture e nuovi approfondimenti. La sua mostra apre inoltre una trilogia al femminile, che proseguirà con Simona Bramati dal 27 settembre e poi cin altre artiste. Un percorso che esprime con chiarezza la volontà del Comune di Ancona di alimentare, sostenere e valorizzare la creatività e la ricerca artistica femminile, restituendole piena centralità nel racconto della storia dell'arte.»
L'esposizione- presentata in anteprima ai giornalisti dall'assessore Marta Paraventi, dal curatore Michele Servadio e dal Presidente dell'Accademia Marchgiana di Scienze Lettere ed Arti, Giuseppe Conte- nasce in stretto rapporto con quel volume e con i dipinti che esso ha portato alla luce. Il percorso di Bonarelli si apre nel 1929, quando la pittrice si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Roma seguendo i corsi di pittura da cavalletto e di decorazione murale: durante le lezioni viene notata da Ferruccio Ferrazzi, che la vuole presto fra le sue allieve predilette. Le opere giovanili, fra cui Paesaggio e Figura, entrambe del 1936, restano nell'orbita della Scuola Romana e della sua componente più malinconica, quella di Scipione, con alberi spogli, architetture attraversate da luci rosse e riferimenti dichiarati a El Greco. Sono anni di intensa attività espositiva: fra il 1932 e il 1941 Bonarelli partecipa a rassegne sindacali e collettive a Pesaro, Ancona, Roma, Firenze, Recanati, Zara e Milano, un percorso che testimonia un inserimento non episodico nel sistema espositivo dell'arte marchigiana e nazionale del tempo.

In questo percorso Ancona occupa un posto documentato. Nata a Pesaro da un'antica famiglia aristocratica anconetana, la pittrice espone più volte nel capoluogo dorico prima della mostra attuale: al Teatro Stamira nel 1935, nel 1936 e nel 1938, in occasione rispettivamente della terza, della quarta e della sesta mostra sindacale interprovinciale d'arte marchigiana e nel 1939 al Palazzo didattico Podesti, per la settima edizione della stessa rassegna.
Il 1941 segna una cesura netta. Sposata con lo scultore e architetto Ferdinando Galli, suo compagno di Accademia, Bonarelli dà alla luce in quell'anno l'unico figlio, Francesco, affetto dalla sindrome di Down. Da quel momento la pittrice si ritira insieme al marito a vita privata, interrompendo per il resto della sua esistenza la partecipazione a mostre ed esposizioni pubbliche: le opere successive restano quindi sottratte alla vista del pubblico per volontà della stessa autrice, che le considera troppo personali. È a questa fase che risale il dipinto L'ombra (1941-1944), in cui una donna, riconoscibile come un autoritratto, cammina in uno spazio sospeso fra giallo, blu e rosso, seguita da un'ombra resa solida e stabile rispetto a lei.

Dal 1947 il linguaggio pittorico di Bonarelli comincia a cambiare in modo sostanziale: fra la fine del decennio e i primi anni Cinquanta prendono forma le opere che la critica ha chiamato le Figure, immagini sospese ed eteree in cui l'artista trasferisce il proprio tormento interiore. Nello stesso periodo, dopo un decennio di isolamento, fonda a Roma, prima in via Filangeri, poi in via Condotti, una scuola d'arte femminile che rimane attiva per circa cinquant'anni, formando diverse allieve, fra cui Titina de Filippo e Ornella de Cataldo. Il suo linguaggio si allontana intanto in modo definitivo dalla Scuola Romana, in un percorso che, tra la fine degli anni Quaranta e la fine degli anni Cinquanta, la conduce verso una riflessione più ampia sulla condizione femminile: ai riferimenti a El Greco e Tintoretto si affiancano le lezioni di Picasso e Cézanne, insieme a suggestioni tratte dagli idoli arcaici del Neolitico. Prende corpo l'archetipo della Grande Madre, legato a maternità e abbondanza, spesso raffigurato in mezzo al mare dentro gusci primordiali. Solo negli anni successivi, una volta elaborata la maternità, quell'iconografia lascia il posto alla donna sola, protagonista delle Figure Femminili Archetipiche: soggetti privi della presenza del bambino, accompagnati solo da elementi minimi, uno specchio, una sdraio, che ne definiscono il contesto senza intaccarne la centralità solitaria. A metà degli anni Novanta lo stile compie un'ulteriore svolta verso l'essenzialità: i tratti del volto scompaiono e le opere si riducono a forme quasi geometriche in cui restano, sparsi, pochi attributi del femminile come i capelli o, talvolta, un triangolo e una mela.
«Nicoletta Bonarelli ha lavorato per oltre mezzo secolo fuori da ogni circuito espositivo, e questa distanza dal mercato e dalla critica del suo tempo ha probabilmente protetto la coerenza della sua ricerca.» - sono le parole del curatore Servadio - «Le sue Figure e le sue Grandi Madri non nascono da una moda ma da una necessità privata diventata pittura. Il volume che le ho dedicato e il primo nucleo di opere che oggi si vede in pubblico rendono giustizia a una figura importante nella storia dell'arte del Novecento».
---------------------------------------------------------------------------
INFORMAZIONI
Nicoletta Bonarelli
"Dal vero all'anima"
a cura di Michele Servadio
Pinacoteca Civica "F. Podesti" – Ancona
12 settembre – 1 novembre 2026
Orari
Fino al 30 settembre: martedì-giovedì 16:00-19:00; venerdì 14:00-19:00; sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 16:00-19:00
Dal 1° ottobre: martedì-giovedì 15:00-18:00; venerdì, sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 15:00-18:00
----------------------------------------------------------------------------------