Ancona - Un sipario aperto tutto il giorno: nasce The MoUSE, il nuovo spazio del Teatro delle Muse. La copia della Pala Gozzi realizzata con AI posizionata nel foyer del teatro

30.06.2026
Gli chef del The Mouse
Gli chef del The Mouse

Siamo abituati a vivere un teatro per il tempo dello spettacolo.

E se potesse non essere più così? Questa idea ha un nome, The MoUSE, e un indirizzo tra i più simbolici di Ancona: il Teatro delle Muse.
Non sarà più solo il bar del teatro, ma uno spazio attivo dalla prime luci della mattina alla sera inoltrata. Il The MoUSE si snoda in tre ambienti del Teatro delle Muse, ciascuno con un proprio ritmo e un proprio pubblico.
Al piano terra, "Sfizi Calici & Caffè" è il primo punto di contatto tra la città e il teatro: colazioni curate, pranzi veloci, aperitivi che accompagnano il tramonto, in un'atmosfera informale ma elegante.
In Prima Galleria, "Il Salotto del Foyer" prende vita quando lo spettacolo comincia: uno spazio raccolto per chi attende l'inizio, per chi si ritrova nell'intervallo, per chi vuole prolungare la serata con un calice dopo l'applauso finale.
All'ultimo piano, infine, un laboratorio che si trasforma per le occasioni che meritano una scenografia all'altezza: eventi privati, aziendali, culturali, con un servizio di catering pensato su misura, dove l'organizzazione diventa parte dello stile e lo Chef Table, un'esperienza assolutamente unica in città.

Dietro al The MoUSE c'è l'Ankon Benefit Company, fondata dai coniugi Marco Moroder e Alessia Santoni, gli stessi che ad Ancona hanno già dato vita al The Mole, il bistrot e caffè letterario nella Mole Vanvitelliana.

La scelta di costituirsi come società benefit non è un dettaglio formale. Significa che Ankon non si è data soltanto un obiettivo di profitto, ma lo ha affiancato a una finalità di beneficio comune: generare valore per le persone, per la comunità e per il territorio in cui opera, misurando ogni anno l'impatto di quello che fa, non solo i ricavi.

Per Marco e Alessia, in concreto, questo si traduce in un'idea molto semplice: i luoghi che gestiscono non devono solo generare consumo, ma generare presenza. Più Ancona vive i propri spazi storici, più quegli spazi restano vivi.

In questo contesto, il The MoUSE è il secondo atto di uno spettacolo iniziato appunto con il The Mole, dentro la Mole Vanvitelliana, e che oggi si completa nel cuore del Teatro delle Muse: due luoghi che raccontano la storia di Ancona da prospettive diverse, ma con la stessa intenzione di fondo.

The Mole è intimo, raccolto, contemplativo: vive di una storia che si respira lentamente. The MoUSE è urbano, luminoso, quotidiano: vive del ritmo della città che passa, si ferma, riparte. Sono due anime distinte, ma scritte dalla stessa penna, quella di chi crede che i luoghi della cultura non vadano solo preservati, ma anche abitati ed amati.

"Quando abbiamo deciso di aprire questo nuovo capitolo sapevamo che non sarebbe stato semplice: gestire tre spazi diversi dentro un teatro storico significa rispettare una macchina complessa, fatta di vincoli, cartelloni, un'immagine già costruita." – racconta Marco Moroder – "Ma ci abbiamo visto un'opportunità ancora più grande della sfida: prendere un luogo che Ancona considera suo e dargli un motivo in più per essere vissuto, ogni giorno, non solo la sera di uno spettacolo. Non lo facciamo per aggiungere un locale alla città. Lo facciamo perché crediamo che Ancona meriti di restare aperta, viva, frequentata. E se possiamo dare il nostro contributo per renderlo possibile, lo facciamo con orgoglio".

"Con The Mole avevamo imparato che un luogo culturale può diventare quotidiano senza perdere la propria identità. Con The MoUSE abbiamo voluto fare lo stesso, in un contesto completamente diverso: più aperto, più urbano, più vivo. Sono due progetti che si parlano, anche se nascono in due punti opposti della città. Perché Ancona, per noi, va raccontata intera", rafforza il concetto Alessia. Il The MoUSE aprirà ufficialmente le porte mercoledì 8 luglio alle ore 19.00.

La Pala Gozzi in versione digitale

Una sorpresa precederà l'apertura del bar-bistrot: da lunedì 6 luglio sarà visibile nel foyer di platea del teatro la copia in scala 1:1 della Pala Gozzi di Tiziano, realizzata con tecniche digitali dal laboratorio mAIndh dell'Università Politecnica delle Marche. Si tratta dello stesso "gemello digitale" già esposto alla Pinacoteca Civica Francesco Podesti durante il prestito dell'opera originale a Pieve di Cadore, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

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