Arte e design si incontrano da Comes: la mostra “Arkana” di Patrizia Calovini abita lo showroom di Ancona


Il design d'interni incontra l'arte contemporanea in un dialogo intimo e raffinato. Giovedì 22 ottobre, a partire dalle ore 18:00, lo showroom Comes di Ancona ospiterà l'inaugurazione di "Arkana", la personale dell'artista Patrizia Calovini. Con questo progetto, le opere non si limitano a essere esposte, ma entrano in simbiosi con gli ambienti contemporanei di Comes, pensati per essere vissuti nella quotidianità. Tele e sculture intessono una relazione diretta con arredi, forme e materiali, trasformandosi in presenze che abitano lo spazio e restituendogli una nuova, suggestiva atmosfera. L'iniziativa nasce proprio dalla volontà di far dialogare la pittura e la centralità della figura femminile con l'estetica e la modernità dell'abitare firmate Comes. La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura dello showroom fino a fine anno.
La serata inaugurale seguirà una formula conviviale ed esperienziale: ore 18:00: introduzione ai quadri e all'artista a cura di Michele Servadio; a seguir percorso di esplorazione delle opere allestite all'interno dello showroom, accompagnato da una degustazione di vini selezionati della prestigiosa cantina marchigiana Umani Ronchi.
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L'artista: Patrizia Calovini
Patrizia Calovini vive e lavora ad Ancona dal 1976, dopo gli anni di formazione tra Bolzano e Milano. Il suo percorso artistico prende avvio all'Istituto d'Arte di Trento, prosegue nel capoluogo lombardo nell'ambito della grafica pubblicitaria e approda alla pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata, dove consegue il diploma nel 1988. Attiva con mostre personali e collettive dai primi anni Ottanta, Calovini ha sviluppato una cifra stilistica personale e riconoscibile, spaziando dalla pittura alla scultura. Al centro della sua indagine emerge costantemente la figura umana, con una profonda attenzione all'universo femminile esplorato nella sua dimensione interiore ed emotiva. Come ha scritto il critico G. Naspi: «Le opere galleggiano in un vasto limbo del luogo-non luogo, abitato da volti che attraversano il tempo, ma che trovano il loro rigore nel grande omaggio allo stile del passato»