BICIPLAN, IL COMUNE DI ANCONA APPROVA LE LINEE DI INDIRIZZO: PRENDE FORMA LA STRATEGIA PER LA MOBILITA’ CICLABILE DEL FUTURO


Si avvia ufficialmente il percorso che porterà alla redazione del nuovo Biciplan, il
Piano Urbano della Mobilità Ciclistica con l'approvazione delle linee di indirizzo strategiche che guideranno la stesura del piano vero e proprio.
Si tratta di un passaggio fondamentale all'interno del Piano Urbano
della Mobilità Sostenibile (PUMS) che verrà definitivamente adottato in
autunno: il documento approvato dalla giunta ieri, su proposta del
vicesindaco e assessore alla Mobilità Giovanni Zinni, non
rappresenta ancora il Biciplan definitivo, ma definisce la visione, gli
obiettivi e i criteri progettuali con l'obiettivo di costruire una rete
ciclabile moderna, continua e sicura, pienamente
integrata con il trasporto pubblico locale e con la rete dei percorsi
pedonali, capace di favorire gli spostamenti quotidiani, migliorare la
qualità dello spazio pubblico, incentivare stili di vita sani e
valorizzare il patrimonio ambientale e turistico della
città.
La particolare conformazione di Ancona, sviluppata tra il mare e il
sistema collinare del Conero, rende necessarie soluzioni specifiche per
collegare i quartieri superando i dislivelli e mettendo in relazione i
principali poli attrattori: stazioni ferroviarie,
porto, università, ospedale, scuole, aree produttive e centro
cittadino. Da queste considerazioni il documento approvato fa un'analisi
delle infrastrutture già presenti o in programma, che rappresentano la
base sulla quale costruire il futuro sistema della
mobilità ciclabile.
Tra i principali percorsi oggi presenti nel territorio comunale figurano:
il percorso ciclopedonale da mare a mare, che costituisce uno dei principali assi della mobilità dolce cittadina;
la pista ciclabile di via Giordano Bruno, collegamento strategico tra la Stazione ferroviaria centrale e Piazza Ugo Bassi, principale nodo del trasporto pubblico locale;
il percorso ciclopedonale di via Enrico Mattei, che collega la
stazione ferroviaria con l'area portuale, i cantieri navali e le
attività produttive, favorendo gli spostamenti casa-lavoro e
l'interscambio bici-treno;
il percorso del Fornetto, immerso nel verde del Parco del Montagnolo;
la Ciclovia del Conero – Lotto Portonovo, che consente già oggi
di raggiungere Portonovo attraverso un itinerario naturalistico di
elevato valore paesaggistico;
la ciclovia urbana PNRR tra la stazione di Ancona Stadio, Passo
Varano e il polo universitario di Montedago, i cui lavori sono conclusi a
parte piccole opere accessorie che verranno eseguite entro fine estate,
destinata a diventare uno dei principali
assi ciclabili della città;
il percorso della Selva di Gallignano, inserito nell'ambito della Rete Ecologica Marche (REM), che unisce mobilità sostenibile e riqualificazione ambientale;
l'Antico Sentiero del Borghetto, recuperato grazie all'impegno
del volontariato, che collega Posatora e Torrette e rappresenta un
importante itinerario storico, naturalistico e ciclopedonale.
Le linee di indirizzo individuano inoltre una serie di interventi
già programmati o in fase di progettazione che costituiranno la
struttura portante del futuro Biciplan:
il completamento del progetto "BiciclettiAmo Ancona", con il
recupero dell'Antico Sentiero del Borghetto e il collegamento tra
Torrette, la stazione ferroviaria e il polo universitario;
la realizzazione della nuova ciclabile Stazione Centrale-Centro città,
attraverso il recupero del sottopasso ferroviario di via Einaudi e il
collegamento con la Mole Vanvitelliana e il Varco della Repubblica,
rafforzando il rapporto tra porto, centro
storico e mobilità sostenibile;
il nuovo percorso ciclopedonale Posatora-Ex Crass, lungo circa
800 metri, destinato a collegare Posatora con il quartiere Piano San
Lazzaro valorizzando il corridoio ambientale del fosso;
il completamento della ciclovia universitaria fino al polo di Montedago;
il completamento degli interventi nella Selva di Gallignano, con nuovi tratti ciclopedonali e la riqualificazione dei sentieri esistenti.
Le linee di indirizzo guardano anche oltre i confini cittadini, individuando due grandi assi strategici destinati a rafforzare il ruolo di Ancona nella rete ciclabile regionale e nazionale.
Il primo è la Ciclovia Adriatica, infrastruttura di interesse
nazionale che attraverserà il territorio comunale collegando Falconara,
Torrette, il porto, la stazione ferroviaria, il centro città,
Vallemiano, Tavernelle, Passo Varano e Baraccola, integrandosi
con le principali infrastrutture di trasporto e con i nuovi nodi di
interscambio.
Il secondo è il completamento della Biciclovia del Conero,
destinata a collegare la Ciclovia Adriatica con il Parco del Conero,
Portonovo, Aspio e l'entroterra marchigiano, creando una rete
cicloturistica di grande valore paesaggistico e ambientale.
Le linee di indirizzo attribuiscono un ruolo centrale all'intermodalità:
la rete ciclabile dovrà integrarsi con le cinque stazioni ferroviarie
cittadine, con i nuovi parcheggi scambiatori e con i principali nodi del
trasporto pubblico. Il futuro Biciplan
prevede inoltre la progressiva realizzazione di velostazioni, parcheggi
sicuri per biciclette, nuove rastrelliere, servizi dedicati ai ciclisti
e, compatibilmente con le condizioni di mercato, il rilancio di servizi
di sharing mobility.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla diffusione delle Zone 30,
delle aree residenziali e dei percorsi condivisi, strumenti
fondamentali per aumentare la sicurezza e favorire gli spostamenti
attivi.
"Questo documento -afferma il vice sindaco e assessore alla Mobilità Giovanni Zinni
- è frutto di una visione precisa che costruisce un sistema vero e
proprio di mobilità a basso impatto interconnesso con altri mezzi di
trasporto. L'obiettivo principale
del nostro Pums come mezzo alternativo all'auto privata era e resta il
trasporto pubblico locale, riguardo al quale come è noto stiamo facendo
enormi sforzi per rilanciare Conerobus. Ma siamo anche aperti a
integrare questo sistema con la mobilità ciclo-pedonale:
per questo stiamo cercando di rendere il nostro Biciplan uno strumento
concreto e realizzabile. Non a caso la Fiab ha apprezzato tantissimo il
nostro lavoro come testimonia la recente riassegnazione della "bandiera
gialla" di cui siamo molto orgogliosi".