CAPITALE ITALIANA DEL MARE 2026: DEPOSITATO IL DOSSIER E PRESENTATI OLTRE 200 PROGETTI PER LA VALORIZZAZIONE DELL’IDENTITÀ MARINARA DI ANCONA

21.01.2026

Depositato nella giornata di ieri il dossier per la candidatura alla Capitale Italiana del Mare 2026, con il titolo: "Da mare a mare: ecologie delle coesistenze. Dove il mare diventa città".

Il Comune di Ancona ha risposto al bando istituito per la prima volta dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato a promuovere l'identità marittima, la sostenibilità ambientale, l'economia del mare e il patrimonio storico-culturale delle città costiere. La candidatura dorica e le motivazioni del dossier sono state presentate questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi in Comune ad Ancona alla presenza del sindaco Daniele Silvetti, dell'Assessore al Turismo, Daniele Berardinelli, di Alessandra Panzini della società Marchingegno progettista del dossier. Un tema, quello del mare, multidimensionale e trasversale, capace di toccare non solo gli ambiti più strategici per la città ma il cuore stesso della comunità dorica. Una città che vive con il suo mare, anzi con i suoi tanti mari, un rapporto stretto: sotto il profilo economico (porto, cantieristica, pesca e trasporto merci e passeggeri), o di relazioni politiche come città fondatrice del Forum delle città dell'Adriatico e Ionio e sede del Segretariato, sotto il profilo turistico con Parco del Conero e Baia di Portonovo, con le sue Bandiere Blu, sotto il profilo universitario e di ricerca con il suo impegno verso la sostenibilità ambientale e verso la salvaguardia del suo habitat, ma anche sul piano del benessere, della gastronomia, dello sport e dell'arte. Non è un caso dunque che all'appello dell'Amministrazione rivolto a soggetti pubblici, privati, associazioni e imprese interessati a proporre progetti in grado di valorizzare l'identità marinara della città e il rapporto tra mare, economia, tradizioni e comunità, la risposta sia stata corale, trasversale e con una larga condivisione di intenti: 150 sono stati i progetti presentati da 118 soggetti diversi e di questi 87 selezionati per il dossier; a cui si aggiungono i 52 del Comune di Ancona. "Da anni la città lavora lungo assi molteplici e convergenti: progettualità urbane, ricerca scientifica, economia portuale, tutela ambientale, politiche turistiche e progetti culturali, pratiche sociali e partecipazione. Percorsi diversi, spesso autonomi, che oggi trovano nel mare un principio ordinatore, un campo comune di senso – ha sottolineato il sindaco Daniele Silvetti nella sua lettera che introduce il dossier. La candidatura non nasce dunque come iniziativa isolata, ma come un atto di messa a fuoco. Rende visibile ciò che già esiste: un ecosistema di azioni, relazioni e visioni che riconoscono nel mare non solo una risorsa, ma un'infrastruttura culturale, ecologica e simbolica. Questa candidatura vuol far conoscere le potenzialità di Ancona che si pone come protagonista tra i protagonisti, consapevole del contesto e attenta alle fragilità, con un forte orgoglio identitario". "Ancona da Mare a Mare. Ecologia delle coesistenze, dove il mare diventa città".
Per "ecologia delle coesistenze" si intende la capacità di leggere, governare e valorizzare le interdipendenze tra sistemi diversi – ambientali, produttivi, scientifici, culturali e sociali – che convivono nello stesso spazio urbano-costiero. Non un principio di tutela settoriale, ma un approccio progettuale attivo, orientato a costruire equilibri dinamici e durevoli e a tradurre la complessità in politiche integrate.
"Dove il mare diventa città" chiarisce questa impostazione: il mare non è margine o sfondo, ma struttura generativa della forma urbana, delle pratiche quotidiane, delle economie e delle politiche pubbliche, elemento che entra nella città e ne orienta le trasformazioni.

L'assessore al Turismo Daniele Berardinelli è il coordinatore di questo progetto che ha preso vita all'interno della Giunta e vede la collaborazione di tutti gli assessorati, ognuno per le proprie competenze, e degli uffici. "Questa risposta così partecipata non solo della struttura tecnica e di governo ma di tutta la città - afferma l'assessore Daniele Berardinelli - è occasione per mettere insieme idee e competenze della comunità e costruire un percorso che valorizzi il nostro mare come risorsa turistica, sociale ed economica. Non è finalizzato solo alla realizzazione di un progetto, ma soprattutto a creare un sistema coeso, identitario e riconoscibile di soggetti attivi sul territorio per valorizzare la città e le sue peculiarità. Aver coinvolto cittadini, associazioni e imprese significa creare un programma condiviso con ricadute reali sulla qualità della vita e sullo sviluppo sostenibile della città. Non solo. Abbiamo guardato anche al di fuori dei nostri confini creando sinergie con Venezia e Siracusa. Il percorso contribuisce alla definizione del dossier di candidatura, che rimarrà a disposizione del Comune come strumento di pianificazione strategica e programmazione delle politiche pubbliche in materia di mare, turismo, infrastrutture e ambiente con attività e iniziative attese già a partire dal 2026, indipendentemente dall'esito della selezione nazionale". In tutto 13,5 milioni di investimenti, suddivisi tra strutturali e provenienti da altri soggetti, compreso il milione destinato al Comune vincitore del bando. I progetti sono stati presentati da enti e istituzioni pubbliche, associazioni, fondazioni, enti del terzo settore, imprese e operatori economici, istituzioni culturali, scientifiche e formative e soggetti operanti nei settori della cultura, dell'ambiente, del mare, del turismo, dell'innovazione e della blue economy. "Il risultato è un calendario coerente e multidimensionale di 139 interventi, articolati in diverse tipologie di azione: riqualificazione di spazi e beni pubblici per nuove funzioni culturali e servizi legati al mare; attivazione di presìdi scientifici permanenti; iniziative di ricerca e divulgazione su ambiente, blue economy e innovazione; grandi eventi culturali e spettacolo dal vivo; pratiche sportive e outdoor; azioni turistiche ed enogastronomiche connesse alle filiere della pesca; salvaguardia e valorizzazione del patrimonio marittimo materiale e immateriale; pratiche di partecipazione e iniziative istituzionali di posizionamento – ha spiegato Alessandra Panzini di Marchingegno e progettista del dossier -. All'interno di questo quadro, 18 interventi riguardano opere infrastrutturali e l'attivazione di nuovi servizi a carattere permanente, contribuendo in modo significativo alla legacy del Programma oltre il 2026". L'impianto complessivo è organizzato secondo una struttura chiara e leggibile, fondata su due livelli complementari: da un lato gli Assi Strategici, articolati in otto dimensioni – Mare che Abita, Mare che Movimenta, Mare che Vive, Mare che Nutre, Mare che Respira, Mare che Crea, Mare che Sedimenta, Mare che Connette – che descrivono le principali funzioni che il mare svolge per Ancona; dall'altro gli Assi Posizionali Bussola, Bitta e Molo - che qualificano il ruolo e la profondità delle iniziative: la Bussola orienta visione, ricerca e posizionamento; la Bitta radica le azioni nelle comunità, nei saperi e nelle filiere locali; il Molo traduce la visione in infrastrutture, servizi e dispositivi permanenti. Questa articolazione consente di leggere il Programma non come un elenco di attività, ma come un sistema integrato e coerente di obiettivi, strumenti e impatti, capace di incidere in modo visibile e duraturo sul rapporto tra città e mare. Il Programma si fonda infine su alleanze multilivello: a scala regionale, con il coinvolgimento dei 22 Comuni costieri delle Marche; a scala nazionale; a scala macroregionale ed europea, con il ruolo di Ancona nell'Iniziativa Adriatico-Ionica. La comunità multi-istituzionale, produttiva e civica che sostiene la candidatura diventa così infrastruttura strategica essa stessa, garante della fattibilità, della sostenibilità e della durata degli effetti del progetto.