Dal beat degli anni ’60 al metal dei 15enni. Al Bar Teatro di Villa Potenza due giorni di concerti: sabato i leggendari The Poker tra radici rock e memoria collettiva, domenica la freschezza folgorante dei giovanissimi Kairòs

09.10.2026

Ci sono luoghi dove la musica non si limita a uscire dagli amplificatori, ma si respira nell'aria, si mescola al profumo della birra artigianale, si appoggia sui tavoli di legno e diventa il collante di una comunità. Spazi dal calore intimo, dove il palco a pochi centimetri dal pubblico azzera le distanze e crea un'unica grande sintonia. Il Bar Teatro di Eliseo Mozzicafreddo, a Villa Potenza, incarna perfettamente questa filosofia, confermandosi un presidio di vitalità culturale.

Dopo la carica e l'energia della Metal Night di venerdì con gli Sharp n'Loud, il fine settimana al Bar Teatro alza ulteriormente l'asticella, proponendo un vero e proprio ponte generazionale in musica. Due appuntamenti differenti per sound ed età anagrafica, ma uniti dallo stesso spirito di condivisione all'interno del foyer del locale.

Sabato 10 ottobre (ore 21:30): The Poker, il battito immortale di un'epoca

Sabato sera si compie un vero e proprio tuffo nella storia viva. Un'emozione intensa per i puristi, i nostalgici e per chi vuole riscoprire le radici del rock italiano. I The Poker non sono semplicemente una band: sono un'istituzione. Nati nel 1966, nel pieno del vortice beat, i fondatori hanno calcato palchi leggendari condividendo la scena con mostri sacri come i Corvi, i Dik Dik e una giovanissima Patty Pravo. Dopo una lunga pausa, nel 2000 la formazione è rinata, arricchendo l'ossatura originaria con nuove e preziose tessere sonore: il violino, il sax e una seconda voce. Sul palco salgono Roberto Ippoliti (basso), Luciano Ravaglioli (chitarra), Sandro Guzzini (batteria), Alessandro Quattrini (violino), Federico Osimani (sax), insieme alle voci di Carlo Giacchè e Tanya Bertini. Il loro repertorio è un omaggio commosso e vibrante al meglio del rock italiano degli anni Sessanta e Settanta. Da Equipe 84 alla PFM, passando per i Rokes e i Corvi, è la colonna sonora di un'epoca che qui rivive non come sterile citazione, ma con la potenza di chi quei brani li ha vissuti sulla propria pelle. Per l'occasione, sabato sarà possibile cenare su prenotazione, accompagnando la musica con le specialità del locale, tra birre artigianali e calici di vino.

Kairos
Kairos

Domenica 11 ottobre (ore 18:00): Kairòs, l'attimo fuggente della nuova generazione

Se il sabato celebra la memoria storica del rock, la domenica pomeriggio apre le porte al futuro. Alle 18:00 il testimone passa ai Kairòs, la band nata dal passaparola e da una passione travolgente. Il nome stesso è un manifesto programmatico. Kairós (καιρός), nella Grecia antica, indicava il momento propizio e l'attimo fuggente, distinto da Crono (Κρόnos), il tempo che scorre inesorabile. È il concetto che guida Flavia Quaranta (chitarra elettrica e voce), Lorenzo Raggi (basso) e Alessandro Puliti (batteria): «Quello che vogliamo trasmettere è che bisogna cogliere il tempo e non farsi sfuggire le opportunità», sottolinea Flavia. Originari della provincia di Macerata e con un'età compresa tra i 15 e i 16 anni, i membri dei Kairòs hanno dato vita al progetto unendo le forze e le conoscenze: «Ho cominciato a chiamare quelli che conoscevo – racconta Flavia – Lorenzo suonava nella mia stessa scuola di musica, la AP Music di Sforzacosta, poi ci serviva un batterista, io conoscevo Alessandro, che frequentava la Lizard a Macerata e ho deciso di coinvolgerlo». Il repertorio spazia dal rock al metal, con cover di band iconiche come Megadeth, Black Sabbath e Metallica. Un banco di prova dal vivo che richiede disciplina e concentrazione: «Quando suoniamo siamo super concentrati – racconta Flavia – però allo stesso tempo sopra il palco siamo liberi e carichi».

Ad arricchire il pomeriggio di domenica, ad attende il pubblico ci sarà un gustoso apericena, pensato per completare l'esperienza di ascolto in un clima di festa. Tra la cena di sabato e l'apericena domenicale, il Bar Teatro si conferma molto più di un semplice locale: un punto d'incontro dove la musica dal vivo diventa un rito collettivo, capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso tetto.

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