Esalazioni e denuncia obbligatoria per reato di Getto pericoloso di cose. Comitato Trasparenza e Anticorruzione scrive al Sindaco di Ancona: “Subito il protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica auspicato dal Dirigente Ambiente del Comune


ANCONA, 20 Febbraio 2026 – Il Presidente Dott. Fabio Amici ed il Responsabile del Settore Ambiente del Comitato Trasparenza e Anticorruzione, Prof. Ing. Giovanni Graziosi, hanno scritto oggi una lettera al Sindaco del Comune di Ancona con delega all'Ambiente, Avv. Daniele Silvetti con la richiesta di proporre il prima possibile alla Procura della Repubblica di Ancona la sottoscrizione di un protocollo d'intesa con il Comune di Ancona e l'ARPAM, come auspicato dal Dirigente del Servizio Ambiente, Verde Pubblico, Difesa Costa, Autorità VAS del Comune di Ancona, Dott. Roberto Panariello, nella lettera inviata il 23/10/2025.

Nella suddetta lettera avente ad oggetto: "Misura tecnico organizzativa circa emissioni odorigene" viene precisato che: "In esito agli approfondimenti svolti circa la materia in oggetto, anche nell'ambito del tavolo tecnico del 23/09/2025 al quale, oltre allo scrivente Servizio, hanno partecipato il Servizio Avvocatura, l'ARPA Marche e l'Avv. Fabio Amici, uditore in qualità di stakeholder qualificato in materia, lo scrivente ritiene utile concretizzare i suddetti approfondimenti svolti, rappresentando quanto segue:

- la legislazione vigente in materia di emissioni odorigene presenta profili di non facile applicazione: in particolare, appare problematica l'individuazione e la valutazione del superamento o meno della soglia della "normale tollerabilità" indicata dall'art. 844 c.c.;
- in tale contesto normativo, già di per sé complesso, può rappresentarsi la possibilità che un superamento della soglia della "normale tollerabilità", come già detto non facilmente individuabile, faccia sì che l'emissione odorigena possa integrare la fattispecie del "getto di cose pericolose" di cui al 674 c.p.. ………per tutto quanto sopra, sarebbe anche auspicabile un eventuale protocollo d'intesa, da sottoscriversi tra Comune, ARPAM e Procura della Repubblica, onde individuare un modus operandi idoneo a garantire un efficace contrasto del fenomeno delle emissioni odorigene percepite come soprasoglia della "normale tollerabilità", da interpretarsi in termini di "stretta tollerabilità".
Nelle more dell'eventuale formulazione e sottoscrizione di tale Protocollo d'intesa, si perviene alla determinazione di assumere la seguente misura tecnico - organizzativa quale prassi da adottare nei procedimenti relativi ad emissioni odorigene, anche ai fini della presentazione della correlata denuncia all'A.G.
Misura tecnico organizzativa del 23.10.2025
Nel caso in cui il Funzionario venga a conoscenza, anche a seguito di segnalazione, di una fattispecie riconducibile all'emissione odorigena, lo stesso è tenuto, previa preliminare istruttoria, anche coinvolgendo il Servizio Avvocatura del Comune di Ancona, a presentare la relativa denuncia all'A.G.in relazione al reato di cui al 674 c.p. "getto di cose pericolose".
Amici e Graziosi ritengono che l'accordo con la Procura non sia più rinviabile, alla luce delle criticità legate alle esalazioni odorigene che interessano il territorio del Comune e dei Comuni limitrofi, per le seguenti motivazioni:
Certezza del Diritto e Tutela del Personale: la definizione di un modus operandi condiviso è fondamentale per garantire che i funzionari comunali agiscano con procedure chiare rispetto all'obbligo di denuncia di cui all'art. 331 c.p.p. L'assenza di linee guida univoche condivise con la Procura della Repubblica potrebbe esporre il personale ed il Dirigente stesso al rischio di contestazioni per reati omissivi (omissione di atti d'ufficio o mancata denuncia), con possibili conseguenze penali;
Dovere di Collaborazione Istituzionale: dovrebbe essere un compito dell'Amministrazione fornire ai propri Dirigenti gli strumenti politici e amministrativi necessari per operare in sicurezza. Sostenere la proposta del Dirigente significherebbe agire in una ottica di leale collaborazione per l'efficienza dell'Ente;
Tutela della Salute Pubblica: Un protocollo efficace accelera i tempi di intervento e accertamento delle responsabilità, garantendo ai cittadini di Ancona una risposta tempestiva e coordinata di fronte ai fenomeni di inquinamento olfattivo.
"Non è più tempo di incertezze in una materia cosi' importante per i cittadini, prosegue il Dott. Fabio Amici, . La salute non è negoziabile: le molestie olfattive non rappresentano un mero "fastidio", ma una potenziale aggressione all'integrità fisica. L'esposizione a miasmi persistenti può causare patologie documentate e un oggettivo peggioramento della qualità della vita per l'uomo e per gli animali domestici e selvatici, configurando una violazione del diritto alla salute costituzionalmente garantito."
Il riferimento normativo cardine è l'art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose).
La giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che il reato scatta anche in assenza di superamento di limiti di legge, qualora le esalazioni superino la soglia della "stretta tollerabilità" o la "normale tollerabilita' ai sensi dell'art. 844 del codice civile (per approfondimenti: https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/emissioni-odorigene-elementi-di-riferimento-e-approcci-metodologici-per-il-monitoraggio/).
"Alla luce di quanto sopra, - conclude il Dott. Amici - abbiamo invitato formalmente il Sindaco a farsi promotore attivo di questo accordo, affinché il Comune di Ancona possa operare nella massima trasparenza e legalità, proteggendo i propri lavoratori e, soprattutto, il benessere della comunità. Il Comitato continuerà a vigilare affinché il contrasto alle esalazioni odorigene diventi una priorità assoluta dell'agenda politica regionale, per il bene e la qualità della vita di tutta la cittadinanza", conclude Amici.