Esalazioni odorigene e reato di "Getto Pericoloso di cose": Il Comitato Trasparenza e Anticorruzione spinge per la Legalità e la tutela della Salute


ANCONA - Il Comitato Trasparenza e Anticorruzione esprime profonda soddisfazione per la pubblicazione, sul sito istituzionale del Comune di Ancona, della misura tecnico-organizzativa rivolta ai pubblici ufficiali e agli incaricati di pubblico servizio in merito all'obbligo di denuncia penale (ex art. 331 c.p.p.) nei casi di esalazioni odorigene moleste (in https://www.comune.ancona.it/it/news/misuratecnico-organizzativa-circa-emissioni-odorigene).
Una vittoria della trasparenza
L'approfondito commenso del Dott. Fabio Amici, Presidente del Comitato "Trasparenza e Anticorruzione": "La misura, fortemente sollecitata dal nostro Comitato, rappresenta un atto di chiarezza fondamentale. Stabilisce finalmente un perimetro operativo per i dipendenti comunali che, nell'esercizio delle loro funzioni, si trovano a gestire segnalazioni di miasmi riconducibili al reato di "Getto pericoloso di cose" disciplinato dall'art. 674 del Codice Penale.
"Non è più tempo di incertezze in una materia così importante per i cittadini", prosegue il Dott. Fabio Amici, Presidente del Comitato. "La pubblicazione di queste direttive è un monito: la tutela dell'ambiente e della salute è un fondamentale dovere d'ufficio, non un'opzione."
"La salute non è negoziabile: le molestie olfattive non rappresentano un mero "fastidio", ma una potenziale aggressione all'integrità fisica. L'esposizione a miasmi persistenti può causare patologie documentate e un oggettivo peggioramento della qualità della vita per l'uomo e per gli animali domestici e selvatici, configurando una violazione del diritto alla salute costituzionalmente garantito."
Il riferimento normativo cardine è l'art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose). La giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che il reato scatta anche in assenza di superamento di limiti di legge, qualora le esalazioni superino la soglia della "stretta tollerabilità" o la "normale tollerabilita'ai sensi dell'art. 844 del codice civile (per approfondimenti: https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/emissioni-odorigene-elementi-di-riferimento-e-approcci-metodologici-per-il-monitoraggio/).
L'appello alla Regione Marche, ai Comuni ed all'ARPAM
Il Comitato auspica che questo modello di trasparenza e di legalita' venga adottato tempestivamente anche dall'ARPAM, da tutti i Comuni della Regione Marche e dalle altre Autorità che intervengono nei casi di esalazioni odoprigene. È essenziale che ogni funzionario pubblico sappia esattamente come procedere di fronte all'illegalità ambientale, garantendo che le denunce penali, quando ne ricorrono i presupposti, non rimangano chiuse nei cassetti ma raggiungano prontamente l'Autorità Giudiziaria.
Il prossimo passo: Il Protocollo d'Intesa con la Procura
"L'obiettivo finale rimane la sottoscrizione di un Protocollo d'Intesa tra i Comuni, l'ARPAM e la Procura della Repubblica, auspicato dallo stesso Dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Ancona nella misura tecnico organizzativa, per garantire:
- Uniformità: definire un modus operandi unico e rigoroso.
- Efficacia: accorciare i tempi di intervento e di accertamento del reato.
- Garanzia: assicurare ai cittadini che ogni segnalazione tecnica si trasformi in un'azione legale concreta".
Il Comitato continuerà a vigilare affinché il contrasto alle esalazioni odorigene diventi una priorità assoluta dell'agenda politica regionale, per il bene e la qualità della vita di tutta la cittadinanza.