FALCONARA, AL MERCATO COPERTO TORNANO I DIPINTI DI SERGIO GIULIANI. Dal 16 al 27 aprile la mostra antologica dell’artista falconarese tra paesaggi, marine e suggestioni di luce


Dopo le mostre 'Vedute' del 2023 e'Racconti di viaggio' del 2024, torna a Falconara la pittura di Sergio Giuliani con una nuova mostra antologica dei suoi dipinti, che sarà inaugurata mercoledì 16 aprile alle 17 all'ex Mercato Coperto di via Bixio. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 27 aprile, con orario 10-12.30 e 17-19.30. In mostra circa 40 opere, che raccontano il percorso artistico di Giuliani attraverso una varietà di soggetti e atmosfere. Tra questi, marine, scorci della campagna marchigiana, boschi innevati e paesaggi notturni, capaci di restituire suggestioni e giochi di luce. Saranno presenti anche due opere legate ai ricordi di viaggio, tema già approfondito nella precedente esposizione del 2024: paesaggi osservati durante soggiorni, in particolare nel Sud Italia, inizialmente fissati con la tecnica dell'acquerello e poi rielaborati in dipinti a olio. Tra le opere esposte figurano inoltre una decina di ovali, che contribuiscono a rendere ancora più ricco e articolato il percorso espositivo.La mostra rappresenta un'occasione per riscoprire il lavoro di un artista del territorio, capace di interpretare il paesaggio e le sue atmosfere con sensibilità e uno stile riconoscibile.
«La mostra di Sergio Giuliani rappresenta un appuntamento importante per la valorizzazione degli artisti del nostro territorio», commenta il vicesindaco Marco Giacanella, con delega alla Cultura. «Attraverso le sue opere, Giuliani riesce a restituire paesaggi e atmosfere con grande sensibilità, offrendo al pubblico uno sguardo personale e riconoscibile. Dopo i percorsi espositivi degli anni precedenti, questa nuova antologica consente di apprezzare l'evoluzione del suo lavoro e la varietà dei temi affrontati. L'ex Mercato Coperto si conferma ancora una volta uno spazio vivo e aperto alla cultura, capace di accogliere iniziative che arricchiscono l'offerta culturale della città».