FALCONARA - EX GARAGE FANESI, LA CASSAZIONE: «AVANTI CON IL CANTIERE» PER IL POLO POLIFUNZIONALE

Anche la Corte di Cassazione dice no al sequestro del cantiere all'ex Garage Fanesi. Ieri la Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso della Procura di Ancona, che aveva impugnato il dissequestro deciso a fine aprile dal Tribunale del Riesame del capoluogo. Si chiude quindi un capitolo che, nella primavera scorsa, era sfociato nello stop temporaneo dei lavori per realizzare il nuovo complesso di via Bixio, affacciato su piazza Mazzini. Qui, in base al progetto presentato dalla prima amministrazione Signorini, troveranno spazio le nuove sedi della Polizia locale e dei Servizi demografici, una ludoteca, un circolo per anziani e spazi per il co-working destinati ai giovani.

Il vecchio garage era stato acquistato dal Comune nel 1999, durante l'amministrazione Carletti, per ricavarne il teatro cittadino. Solo per l'acquisto erano stati spesi 675mila euro (oltre un miliardo di vecchie lire). Fu poi necessario investire altri 550mila euro per la bonifica del sottosuolo (dove si era disperso gasolio dalle vecchie cisterne per il riscaldamento) e altri 1,6 milioni per la parziale realizzazione del progetto del teatro, cui si aggiunsero 700mila euro per altri interventi, tra cui 131mila euro spesi successivamente dalla Giunta Recanatini per una struttura di sostegno che avrebbe impedito definitivamente la realizzazione del teatro. In totale, quella che per decenni è rimasta un'incompiuta è costata alla comunità falconarese oltre 3milioni di euro. La svolta nel 2022, quando la Giunta Signorini ha ottenuto un finanziamento di 5,2 milioni di euro per riqualificare l'intero immobile. Un intervento che i cittadini attendono da oltre vent'anni, soprattutto per la posizione dell'edificio, nel cuore della città.
L'amministrazione comunale ringrazia gli avvocati Francesco De Minicis, Roberto Marrozzini e Massimiliano Belli.
«Una pronuncia che certifica, nero su bianco, la correttezza dell'operato dell'amministrazione in questa vicenda – affermano gli esponenti della Giunta –. Lo ricordiamo perché quando il cantiere fu posto sotto sequestro la notizia finì su tutte le prime pagine; è giusto che la stessa attenzione sia riservata oggi a chi quell'operato lo ha visto confermato in sede giudiziaria».