"Fascisti e antifascisti - Tentativi di conciliazione".  Presentazione del libro ad Ancona, Diego Fusaro e Ferdinando Bergamaschi a Magazzino Muse

18.05.2026

ANCONA – «Fascisti e antifascisti», è davvero possibile una riconciliazione? Ne parleranno Diego Fusaro e Ferdinando Bergamaschi, che tornano a Magazzino Muse di Ancona per la presentazione del libro «Fascisti e antifascisti – Tentativi di conciliazione», scritto dallo stesso Bergamaschi, con la prefazione del filosofo e opinionista tv Diego Fusaro (ed. Pendragon). L'appuntamento, in via degli Aranci 1/F è per giovedì (21 maggio), alle 18. A fare gli onori di casa, la direttrice di Magazzino Muse, Maria Antonietta Scarpari: «Quello di giovedì – dice – sarà uno degli ultimi appuntamenti culturali di primavera. Siamo ancora una volta onorati di poter ospitare Diego Fusaro e Ferdinando Bergamaschi, che guarderanno il fenomeno del fascismo da un punto di vista diverso dal solito. Dopodiché, daremo il via alla stagione estiva, sempre muovendoci tra arte, cultura e pittura». «Il libro – spiega l'autore Bergamaschi – nasce dall'esigenza di tentare di definire la vera natura del fascismo italiano, quello di Mussolini. E ho provato a farlo sulla scorta degli studi di Renzo De Felice, di Zeev Sternhell e di altri importanti storici del fascismo. Mi sono chiesto se una conciliazione tra mondo fascista e antifascista sia davvero possibile. In particolare, se il fascismo possa conciliarsi con l'antifascismo socialista e comunista. Perché è proprio con questi due movimenti - socialismo e comunismo – che il fascismo aveva in comune l'obiettivo della giustizia sociale, benché declinato in modo diverso». In altri termini, «una conciliazione è possibile, sì, ma solo se si comprende la vera natura del fascismo. Solo dopo lo si potrà criticare più o meno duramente. Se oggi il fascismo esista? No, e non credo possa tornare – riflette lo storico – Penso sia piuttosto sciocco definirsi ´fascisti´ o ´antifascisti´ in assenza di fascismo, così com'è sciocco essere ´comunisti´ o ´anticomunisti´ in assenza di comunismo. Credo che, invece, sia doveroso essere anticapitalisti in presenza di capitalismo». Nel volume di Bergamaschi, le Marche sono presenti eccome: «Non si parla solo del grande patriota e imprenditore marchigiano Enrico Mattei, ma si evoca anche il sindacalismo rivoluzionario, che vede – tra i massimi esponenti – anche il maceratese Filippo Corridoni, ribattezzato l'arcangelo del lavoro. Ripercorreremo la storia della fondazione dei fasci di azione rivoluzionaria, che saranno poi l'incubazione per il fascismo nascente, nel 1919, con il programma di San Sepolcro». Puntuale l'analisi di Diego Fusaro: «L'obiettivo del Bergamaschi – commenta – non è giustificare o condannare, ma comprendere cosa realmente fu il fascismo, al di là dell'immagine caricaturale e fumettistica che di esso usualmente viene offerta. E, in questo senso, l'intento può ragionevolmente dirsi raggiunto».

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