ANCONA - FESTIVAL DEL DIALETTO DI VARANO, TORNA L'APPUNTAMENTO CHE CELEBRA LA LINGUA DIALETTALE E LE TRADIZIONI DEL TERRITORIO

Quarantottesima edizione
Dal 30 luglio al 2 agosto il borgo di Varano torna ad animarsi con il Festival del Dialetto, giunto quest'anno alla 48ª edizione, uno degli appuntamenti storici dell'estate anconetana e marchigiana. Quattro serate dedicate al teatro dialettale marchigiano, alla valorizzazione della lingua dialettale, della cultura popolare, delle tradizioni e dell'enogastronomia locale, in un programma che da decenni richiama appassionati e spettatori da tutta la regione.

La rassegna, La rassegna, promossa dall'assessorato alla Partecipazione Democratica con l'assessore Daniele Berardinelli, conferma una formula capace di coniugare spettacolo, identità e tradizioni locali. Il Festival rappresenta un'importante occasione di valorizzazione della lingua dialettale come patrimonio culturale e identitario delle comunità marchigiane. Attraverso il teatro dialettale, l'iniziativa contribuisce a tramandare un patrimonio linguistico che continua a raccontare la storia, la memoria e le tradizioni del territorio, affiancando agli spettacoli momenti dedicati all'enogastronomia, alla socialità e alla promozione delle eccellenze locali.
Il programma
Ad aprire il Festival, giovedì 30 luglio, sarà "Cocco de mamma", spettacolo scritto da Emanuela Corsetti e diretto da Claudio Corinaldesi, portato in scena dall'Associazione Culturale Sipario di Jesi. La vicenda racconta con ironia le dinamiche familiari tra una madre e un figlio ormai adulto, incapace di emanciparsi dal nucleo familiare.
Venerdì 31 luglio sarà la volta di "Qui so' tutti matti", adattamento e regia di Marco Burini e Milena Costantini tratto da Il medico dei matti di Eduardo Scarpetta, proposto dalla Compagnia Teatrale J'Amici de Candia di Ancona. Lo spettacolo ripropone in chiave anconetana i celebri equivoci della commedia di Scarpetta, valorizzando il dialetto anconetano attraverso un linguaggio brillante e coinvolgente.
Il cartellone proseguirà sabato 1° agosto con "Colpi di testa", opera teatrale in due atti di Forti, Ferretti e Trivellini, diretta da Eraldo Forti e interpretata dalla compagnia Gli Amici del Teatro di Loro Piceno. Una storia ricca di situazioni paradossali e colpi di scena accompagnerà il pubblico verso un finale tutto da scoprire.
A chiudere la rassegna, domenica 2 agosto, sarà "Nuda per pochi soldi", pièce in due atti di Loredana Cont, con la regia di Paola Tonelli, proposta dalla compagnia Nuova Cappelletta di Porto San Giorgio. Una trama costruita su imprevisti ed equivoci che conduce a un finale sorprendente.
Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21.30. Le quattro serate saranno presentate da Roberto Cardinali.
Gli eventi collaterali
Ogni sera, a partire dalle 18, saranno aperti gli stand degli Artigiani Vignaioli di Varano, protagonisti dell'iniziativa "Bottiglie Aperte", dedicata alla degustazione del Rosso Conero e delle produzioni vitivinicole locali. Parteciperanno le aziende Alberto Serenelli, Il Mandorlo, Lanari, Ballarini Vini e Fattoria Lucesole.
Alle 19 sarà inoltre visitabile la mostra fotografica "Ieri e Oggi", dedicata ai portoni di Ancona e alla Grande Frana di Ancona.
Nella serata di venerdì 31 luglio, sempre alle 19, è in programma anche "La comicità di Rana e le sue barzellette", appuntamento che arricchirà il calendario delle iniziative collaterali.
Per tutta la durata del Festival il pubblico potrà inoltre gustare i piatti della tradizione marchigiana preparati dalle donne varanesi, elemento che da sempre caratterizza la manifestazione e ne rafforza il legame con la comunità locale.
Informazioni utili
L'ingresso agli spettacoli teatrali è di 5 euro. La biglietteria sarà aperta dalle ore 19 nelle giornate della rassegna.
Per agevolare la partecipazione del pubblico sarà inoltre disponibile un servizio gratuito di bus navetta tra lo Stadio del Conero e Varano per tutta la durata del Festival.
Le dichiarazioni
L'assessore alla Partecipazione democratica e al turismo Daniele Berardinelli
Fin dall'inizio del mio mandato, uno dei punti fermi del mio impegno come Assessore alla Partecipazione Democratica e al Turismo è stato il recupero delle tradizioni cittadine che, purtroppo, erano state abbandonate. Tra queste, la più significativa è indubbiamente il Festival del Dialetto. Da anconetano che ama profondamente la propria città, ho sempre percepito quanto questo appuntamento fosse considerato un momento intimo e identitario, nato nel cuore di un borgo per poi diventare un patrimonio culturale e popolare dell'intera Ancona. Dopo la pausa forzata del Covid e alcuni anni di interruzione, abbiamo sentito il dovere di far ripartire questa macchina organizzativa. Lo abbiamo fatto collaborando strettamente con il comitato per superare ostacoli complessi, legati soprattutto ai nuovi costi e alle stringenti normative sulla sicurezza. Vogliamo che sia una vera operazione di memoria storica. Per questo motivo ho accolto con grande entusiasmo e sosterrò con ogni mezzo la proposta di istituire una sorta di "museo del Festival", una raccolta che possa preservare fotografie, testimonianze, personaggi e l'opera dei nostri poeti dialettali, che proprio grazie a questa manifestazione hanno trovato il giusto riconoscimento.
Restituire il Festival del Dialetto alla città significa restituire ad Ancona un pezzo fondamentale della sua storia e della sua anima.
La presidente del Festival Lucia Gioia
Il Festival di Varano è cresciuto e negli anni è cambiato completamente. Anche se abbiamo dovuto concentrare lo spirito di undici giorni in sole quattro serate, l'intensità e l'affetto della gente sono rimasti immutati.
Voglio esprimere un ringraziamento profondo al Comune di Ancona, che ci sostiene da tempo, ma che quest'anno ho sentito particolarmente vicino. Il cuore del Festival batte grazie a un connubio speciale tra generazioni. Da una parte abbiamo le nostre storiche cuoche, custodi di ricette e saperi che continuano a rappresentare l'anima della manifestazione, dall'altra un gruppo di giovani entusiasti, presenti anche nel consiglio direttivo, che portano idee nuove e contribuiscono a rinnovare l'offerta.
Non dimentichiamo l'aspetto culturale, con la mostra fotografica di Matteo Sacchettoni dedicata ai portoni di Ancona e il volume sulla Grande Frana del 1982, che offrono un momento di riflessione per grandi e piccoli.
Ciò che mi spinge a continuare dopo tanti anni è proprio questo fermento e la straordinaria solidarietà degli anconetani. Non dimenticherò mai l'anno scorso, quando nonostante la pioggia battente tante persone sono salite a Varano per sostenerci e condividere questa festa. È questo affetto che ci incoraggia a proseguire e a mantenere viva una tradizione così importante.
La direttrice artistica Orietta De Grandis
Far parte della realtà di Varano fin dal 1986 è per me motivo di grande orgoglio. Ho visto questo appuntamento crescere e diventare un punto di riferimento non solo per gli anconetani, ma per l'intera provincia e per le Marche.
Il nostro teatro è un presidio di tradizione. Nonostante la necessità di ridurre il numero delle serate, il nostro impegno rimane quello di offrire il meglio del teatro dialettale marchigiano. La formula che unisce teatro, convivialità e tradizione continua a distinguere il Festival di Varano grazie alla sua autenticità.
Siamo dei resilienti. In un panorama in continuo cambiamento resistiamo grazie a una macchina organizzativa straordinaria e, soprattutto, alle nostre cuoche. "Le cuoche di Varano" non è soltanto uno slogan, ma una garanzia di qualità: ogni piatto viene preparato con cura e dedizione, contribuendo a rendere unica l'esperienza del Festival. Come dico sempre, "le cose buone durano" e il successo di pubblico che ci accompagna da decenni lo dimostra. Il sostegno del Comune è stato ed è fondamentale per mantenere vivo questo spazio teatrale e questa piazza, che rappresentano prima di tutto un luogo di incontro, identità e comunità. Invitiamo tutti a venire a Varano per condividere il piacere del buon teatro dialettale e di una cucina che rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio.