FORNO CREMATORIO A BOLIGNANO DI ANCONA: FEDERCONTRIBUENTI MARCHE CHIEDE TRASPARENZA E RISPETTO DELLA LEGGE


Federcontribuenti Marche esprime forte preoccupazione in merito all'intenzione del Comune di Ancona di realizzare un forno crematorio nel quartiere Bolignano, in una zona diversa dal progetto iniziale, posizionato dentro il cimitero maggiore del capoluogo, a Tavernelle. Esprime altresi solidarietà alla protesta dei residenti e confida che l'amministrazione adotti una soluzione nel rispetto della volontà dei cittadini che vada oltre la semplice realizzazione di un nuovo cimitero. Secondo Federcontribuenti Marche, una scelta di tale rilevanza merita una diversa e approfondita valutazione tecnico-giuridica ed economica, oltre che il pieno coinvolgimento della cittadinanza. L'associazione ritiene che la localizzazione dell'impianto possa presentare profili di incompatibilità con la normativa vigente ed i vincoli paesaggistici persistenti a Bolignano; con i principi di tutela della salute, dell'ambiente e del rispetto dei residenti. Ma non ci sono solo ragioni tecniche. Bolignano è una zona ad alta densità di coltivazioni agricole. Per fare un forno crematorio l'ente pubblico ha l'obbligo di stilare un nuovo Piano di fattibilità valutando anche se un tale impianto di cremazione è un progetto sostenibile economicamente cosa che, sul territorio marchigiano che ha altri tre impianti funzionanti, non è affatto scontata. Per tali molteplici ragioni, Federcontribuenti Marche invita gli enti competenti a verificare con attenzione la conformità urbanistica, ambientale e sanitaria del progetto, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa consentita dall'ordinamento qualora emergano plateali violazioni di legge e soprattutto dei vincoli paesaggistici che persistono nella nuova area indicata. Federcontribuenti Marche continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione della vicenda, sostenendo i cittadini – in particolare coloro che abitano in zona Bolignano - affinché ogni decisione venga assunta nel pieno rispetto della legge e dei diritti della collettività. Assemblee infuocate, comitati sul piede di guerra, raccolta di firme contro la decisione della giunta comunale dell'ultimo momento non fanno bene al futuro di una città che nel 2028 sarà capitale della cultura italiana!", Conclude l'associazione.