JESI, MARTEDÌ 13 GENNAIO AL TEATRO PERGOLESI “MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO” DI DARIO FO E FRANCA RAME CON LODO GUENZI


Martedì 13 gennaio al Teatro Pergolesi di Jesi, il regista Giorgio Gallione si confronta per la prima volta con Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura, in Morte accidentale di un anarchico, una farsa scritta con Franca Rame, tragica, divertentissima e inquietante con Lodo Guenzi, attore dai poliedrici talenti che guida una sarabanda comica, grottesca e satirica.
Lo spettacolo – proposto nella stagione realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini con il Comune di Jesi e l'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del MiC – attraversa come in viaggio l'intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l'una nell'altra e che, in modo diverso, rifiutano etichette imposte dall'esterno.

Nel 1921 un emigrante italiano "volò" fuori dalla finestra del palazzo della polizia di New York: è questo l'episodio che Dario Fo prende a pretesto per Morte accidentale di un anarchico, una farsa tragica, divertentissima e inquietante che dopo più di cinquant'anni è ancora oggi rappresentata con grande successo in tutto il mondo. La "morte accidentale", così ironicamente definita da Fo, è in realtà quella dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dal quarto piano della Questura di Milano durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana. Un "malore attivo", così lo definì l'inchiesta. L'edizione di quegli anni, curata e interpretata da Fo, divenne presto mitica, epocale, con sold out infiniti per più di duecento serate. Il tutto tra tentativi di censura, provocazioni e pericoli reali, con ripetute, cicliche telefonate anonime che avvertivano della presenza di bombe in sala. Questo perché la morte di Pinelli fu più che sospetta, tanto che il testo di Fo, attraverso il paradosso comico della scrittura, è in realtà basato su documenti autentici, verbali di processi e inchieste giornalistiche documentatissime che denunciano le cause e le radici politiche di quella diffusa e perturbante "strage di stato" che insanguinò quegli anni e di cui questo episodio è tragico emblema. Ma la genialità di Fo, evidente ancora oggi, è quella di ambientare questo avvenimento in un contesto ridicolmente grottesco, con protagonista e motore dell'azione un Matto, un moderno giullare affetto guarda caso da "istriomania" (cioè il bisogno irrefrenabile di spacciarsi per altre persone) e che usa perciò il gioco comico, il travestimento, la maschera, lo sberleffo satirico come arma per smascherare le bugie arroganti e le grossolane contraddizioni di un potere goffo e sfacciato.
Completano il cast gli attori Matteo Gatta, Eleonora Giovanardi, Alessandro Federico, Marco Ripoldi, Roberto Rustioni, le scene sono di Guido Fiorato, le luci di Andrea Violato, i costumi di Francesca Marsella, la produzione è di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Nidodiragno/CMC produzioni, in coproduzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana onlus - La città del Teatro e in collaborazione con Argot Produzione.
Informazioni presso biglietteria Teatro Pergolesi Tel. 0731 206888. Inizio spettacolo ore 21.