Marche - Studentati, Nobili (AVS) interroga sullo Smart Campus Ubaldi: "Oltre 12 milioni di fondi Pnrr, ma i 610 posti letto dove sono?"


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Il progetto alla Baraccola di Ancona, presentato nel 2025 dall'impresa Ubaldi e da Mubainvest, prevede un'intesa con ERDIS. Nobili: "La Regione chiarisca finanziamenti, stato dei lavori e impegni dell'ente". Cicarè: "Non solo Ancona: in tutte le Marche fondi pubblici per immobili privati, affitti elevati e vincoli di destinazione di soli 12 anni"ù
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"Oltre 12 milioni di euro di contributi Pnrr per uno studentato da 610 posti letto alla Baraccola di Ancona. Un progetto presentato nel luglio 2025, un'operazione privata che coinvolge l'impresa ascolana Ubaldi e Mubainvest, un'intesa con ERDIS - Ente Regionale per il Diritto allo Studio e solleva diversi interrogativi amministrativi. Ma soprattutto: a che punto è lo Smart Campus Ubaldi?". A chiederlo è Andrea Nobili, capogruppo AVS in Consiglio regionale, che ha presentato un'interrogazione alla Giunta per chiarire il percorso dei finanziamenti e lo stato dell'intervento.
"I tre stralci, inizialmente ammessi ai contributi del decreto ministeriale 481/2024, risultano poi tra le candidature oggetto di rinuncia o esclusione da parte del Ministero dell'Università. Eppure, nell'elenco pubblicato da Cassa Depositi e Prestiti il 26 agosto 2026, Mubainvest ricompare tra i beneficiari per complessivi 12.179.662,60 euro e 610 posti letto. Non sosteniamo che le somme siano già state erogate: chiediamo perché vi sia stata la precedente rinuncia o esclusione, quali condizioni abbiano permesso la nuova ammissione e a che punto siano i lavori", precisa Nobili.
Centrale anche il ruolo di ERDIS, che nel partecipare alla presentazione aveva annunciato un preaccordo per destinare parte degli alloggi agli studenti borsisti. "Vogliamo conoscere il contenuto dell'intesa, gli impegni economici assunti e le verifiche sulla realizzabilità del progetto. La responsabilità politica della Regione non può esaurirsi in una fotografia alla presentazione". Nobili contesta inoltre la collocazione alla Baraccola, zona commerciale e direzionale distante dal centro e non adeguatamente collegata a tutte le sedi universitarie: "È il luogo giusto per oltre seicento studenti? Il diritto allo studio richiede anche servizi, trasporti e partecipazione alla vita cittadina".
Il capogruppo richiamala necessità di trasparenza nei rapporti tra privati ed enti pubblici, anche alla luce dell'inchiesta sulla ricostruzione nelle Marche, che secondo la stampa ha interessato pure operazioni nel settore delle residenze universitarie. "Non sovrapponiamo vicende diverse né anticipiamo giudizi della magistratura. Ma occorre ricostruire questi rapporti quando sono in gioco finanziamenti di tale entità. Non siamo contrari agli investimenti privati nelle residenze universitarie. Ma quando entrano in gioco oltre 12 milioni di euro di contributi pubblici, l'interesse generale deve prevalere su quello immobiliare".
Dal caso Baraccola agli studentati nelle Marche
Il caso Baraccola non è isolato. La questione è più generale e riguarda le modalità con cui consistenti risorse pubbliche sono state erogate senza centrare l'obiettivo di aumentare concretamente l'offerta di posti letto. Sulla vicenda Nobili sta collaborando con il consigliere comunale di Macerata Alberto Cicarè, della lista di opposizione Strada Comune, che denuncia il rischio di speculazioni immobiliari finanziate con risorse pubbliche. "Nel settore sono stati investiti centinaia di milioni di fondi PNRR e nel 2027 arriveranno altre risorse di Cassa Depositi e Prestiti. A beneficiarne rischiano di essere soprattutto costruttori, agenzie e proprietari di alberghi che riadattano i propri immobili".

"Per ogni posto letto finanziato sono previsti 20mila euro. Solo il 30% sarà destinato ai borsisti ERDIS, mentre gli altri potranno essere affittati a tariffe molto elevate, anche oltre 500 euro per una singola. Il vincolo di destinazione universitaria dura appena 12 anni, poi l'immobile torna nella piena disponibilità del proprietario", sostiene Cicarè, che critica anche l'assegnazione dei contributi in ordine di domanda, senza graduatorie di merito o valutazioni sulle reali necessità di posti letto e sull'idoneità degli edifici.
Tra gli esempi citati c'è lo studentato Anima Picena ad Ascoli Piceno, finanziato con 1,3 milioni di euro e ospitato nello stesso stabile della privata Link University. "L'immobile appartiene all'imprenditore Giuliano Tosti, che insieme al commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha sostenuto l'arrivo della Link ad Ascoli. Con soldi pubblici si finanzia così uno studentato di proprietà del titolare dell'edificio che ospita un'università privata". Cicarè chiede inoltre con quali criteri siano state finanziate tre residenze a Castel di Lama e Folignano e un ex albergo a Marino del Tronto, che nei mesi estivi continuerebbe a ospitare turisti.
A Macerata, aggiunge, lo studentato JHS ha ricevuto un milione di euro per 50 posti letto ricavati da un edificio acquistato nell'ambito di una procedura fallimentare e riadattato. La JHS Srl, con capitale sociale di 10mila euro, è stata costituita nel febbraio 2024, poco dopo l'uscita del bando.
"Ci risulta che in alcuni casi ERDIS non abbia stipulato convenzioni con i proprietari perché le residenze non erano ritenute idonee", afferma Cicarè. "In quei casi il contributo di 20mila euro per posto letto viene comunque erogato? A quali tariffe si possono affittare gli alloggi? ERDIS ha le risorse per pagarli? Quanti posti sono stati messi a disposizione dell'ente e quanti occupati da borsisti? Chi verifica il loro effettivo utilizzo come residenze studentesche?". Per il consigliere il rischio è "un'occasione mancata per aumentare davvero l'offerta di alloggi per i fuori sede e garantire il diritto allo studio".