NUOVO OPIFICIO IDROGENO MARCHE ALL'EX MONTEDISON DI FALCONARA - L’INTERVENTO DEL SINDACO SIGNORINI. ALLA CERIMONIA ANCHE CIARULLI DI LEGAMBIENTE

25.09.2026

«Montedison ha raccontato un'idea di industria e di progresso che apparteneva al Novecento. Oggi, nello stesso luogo, cominciamo a raccontarne un'altra e forse il significato più profondo di questa giornata è tutto qui: la storia di un territorio non è ciò che lo trattiene nel passato, è ciò da cui può cominciare il suo cambiamento che lo proietta nel futuro». Così il sindaco Stefania Signorini ha commentato, nella mattinata di oggi 24 settembre, l'inaugurazione del nuovo Oim, Opificio idrogeno Marche, realizzato dalla partnership Renco – Pollarini, Con un investimento di 60milioni di euro, di cui 16,4 da fondi Pnrr, il sito abbandonato della ex Montedison si è trasformato in uno dei più importanti impianti italiani per la produzione, lo stoccaggio e il rifornimento di idrogeno. Il discorso del sindaco Stefania Signorini, insieme a quello del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dell'amministratore delegato di Renco Giovanni Rubini, ha aperto la cerimonia inaugurale, cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, dell'imprenditoria e della politica, ma anche del mondo ambientalista. Hanno infatti partecipato il presidente di Legambiente Marche Marco Ciarulli e la rappresentante del circolo falconarese Martin Pescatore, Marina Galeassi. Una presenza che il sindaco Signorini ha apprezzato molto e che è in linea con l'atteggiamento dell'associazione ambientalista rispetto all'Opificio Idrogeno Marche: quando è stato presentato il progetto Legambiente Marche aveva organizzato un convegno a Falconara mostrando un interesse per questo tipo di impianti. «Credo molto in questo sviluppo del territorio», afferma il sindaco che già nel suo discorso aveva sottolineato il ruolo del nuovo sito produttivo nel processo di transizione energetica. Guardano proprio alla transizione energetica alcuni dei più importanti progetti del Comune, come le comunità energetiche di Palombina e Castelferretti per produrre e condividere energia verde. «Oggi alla capacità di produrre si affiancano l'uso responsabile dell'energia, la sostenibilità dei processi, un nuovo rapporto con l'ambiente e con il territorio – un passaggio del suo discorso – ed è per questo che assume un significato particolare che proprio qui, nell'area dell'ex Montedison, entri in funzione un impianto per la produzione di idrogeno verde. Il suo significato va oltre la tecnologia: sta nella possibilità di costruire un rapporto nuovo tra industria e ambiente, produzione e sostenibilità, competitività e responsabilità. Per Falconara questo non è un tema astratto. La nostra è una città nella quale convivono industria, ferrovia, aeroporto, grandi infrastrutture, mare, quartieri, attività economiche e famiglie, una complessità che conosciamo bene e che ci ha insegnato che lo sviluppo di un territorio non può essere misurato soltanto attraverso ciò che produce, ma anche attraverso la qualità dell'ambiente, del lavoro e della vita che riesce a generare. Rigenerare un sito industriale significa anche questo: ricucire un rapporto tra industria, ambiente e territorio che la storia ci ha consegnato come complesso. Oggi, soprattutto, non siamo qui per celebrare un'intenzione. Siamo qui perché qualcuno ha investito, progettato, costruito. L'innovazione non deve semplicemente attraversare un territorio. deve lasciare valore al territorio, competenze, lavoro qualificato, nuove professionalità, opportunità per le imprese e per i giovani e un rapporto più avanzato tra attività produttiva, ambiente e comunità. E' qui, credo, il significato più autentico di questa inaugurazione. Per decenni quest'area è appartenuta soprattutto alla memoria industriale di Falconara. Oggi torna ad appartenere al suo presente. Non cancelliamo una pagina della nostra storia per scriverne un'altra, facciamo qualcosa di più difficile: continuiamo a scriverla, cambiandone il linguaggio».

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