«Pensieri in libertà» a Magazzino Muse Ecco Ferdinando Bergamaschi e Diego Fusaro: «No al politicamente corretto. Siamo davvero ancora capaci di pensare?»

09.03.2026
Diego Fusaro
Diego Fusaro

ANCONA – Diego Fusaro torna a Magazzino Muse. Stavolta, il noto filosofo, docente e opinionista tv affiancherà Ferdinando Bergamaschi in occasione della presentazione del suo libro "Pensieri in libertà. Da Platone a George Sorel" (edito da Pendragon), di cui ha curato la prefazione. L'appuntamento è per venerdì 13 marzo, alle ore 18, nei locali di Magazzino Muse di Ancona, in Via degli Aranci 1/F.

Intanto, la direttrice di Magazzino Muse, Maria Antonietta Scarpari, sta rifinendo il cartellone estivo: «Finalmente Magazzino ha trovato la sua vocazione, e ciò anche (e soprattutto) grazie ai tanti anconetani che ci sostengono nelle nostre iniziative – riflette – Abbiamo iniziato promuovendo l'arte, i quadri ed i dipinti per poi arrivare ai libri e alla cultura a tutto tondo».

«A Magazzino Muse, la presenza, ancora una volta, di Diego Fusaro ci onora e ci dà lustro – prosegue – Ma il ringraziamento più sentito va a Ferdinando Bergamaschi che nel suo libro ´Pensieri in libertà´ affronta la questione del politicamente corretto, chiedendosi se siamo davvero ancora in grado di pensare liberamente».

Ferdinando Bergamaschi
Ferdinando Bergamaschi

Il pensiero, quando è davvero libero, non procede in linea retta: torna indietro, devia, si contraddice, esplora territori lontani. È questo movimento irregolare e vitale che attraversa il saggio di Ferdinando Bergamaschi. L'autore attraversa la storia delle idee senza steccati: dall'appello di Togliatti ai ´fratelli in camicia nera´ a Platone e Aristotele; dalle grandi fratture del Novecento alle affinità tra fascismo e socialismo nella politica sociale; dal sindacalismo rivoluzionario alle concezioni politico-economiche di Ezra Pound, per arrivare a Nietzsche e a Giovanni Pascoli. Ne emerge un percorso non sistematico ma coerente, animato da una tensione costante verso l'indipendenza intellettuale. Una raccolta che rifiuta le semplificazioni e accoglie la complessità, restituendo al lettore la ricchezza di uno sguardo plurale, inquieto e radicalmente autonomo.

Imprenditore milanese, Bergamaschi ha un legame profondo con le Marche: «Da giovane, qui, ci passavo le estati. L'idea di un libro? Beh – dice – essendo appassionato di storia e di filosofia, mi piace riflettere sulla condizione umana, sul nostro pensiero. Il messaggio che vorrei far passare è che sì, possiamo anche avere pensieri differenti, ma l'importante è confrontarsi in modo libero e sereno». Per Fusaro, «questo libro rovescia gli schemi del pensiero unico del ´politicamente corretto ed eticamente corrotto´. Mostreremo – spiega – le vie per non essere manipolati e per rimanere sempre in grado di usare in autonomia il bene più prezioso che abbiamo: la nostra testa. L'odierna civiltà della tecnica – conclude – ci spinge ad agire febbrilmente e a non pensare mai, producendo un'omologazione impressionante delle teste e dei cuori. È in questo contesto che torna di vitale importanza l'esercizio della filosofia come problematizzazione dell'ovvio e come ricerca della verità, al di là dell'apparenza e della propaganda».