Per la prima volta al Teatro Pergolesi di Jesi “Il trittico” di Puccini: le tre opere, in una sola serata, inaugurano la 59ª Stagione Lirica di Tradizione. Il 9 e l’11 ottobre, con anteprima giovani il 7

04.10.2026
"Tabarro" (foto di Marco Pozzi)
"Tabarro" (foto di Marco Pozzi)

Puccini pensò le tre opere in un atto Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi per essere rappresentate una dopo l'altra nella stessa serata, e così andarono in scena alla prima assoluta, il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York. Riunite, le tre opere sono di raro ascolto, e al Teatro Pergolesi di Jesi, che ha una tradizione lirica ininterrotta dal 1798, non sono mai state eseguite insieme: Gianni Schicchi è andato in scena nel 2005, Suor Angelica nel 1971 e nel 1992, Il tabarro mai.

Con "Il trittico" completo si inaugura la 59ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, a cura della Fondazione Pergolesi Spontini: venerdì 9 ottobre alle 20.30 e domenica 11 ottobre alle 16, con anteprima giovani mercoledì 7 ottobre alle 16.

La stagione prosegue con tre titoli d'opera, tutti nuove produzioni realizzate a km 0 nei laboratori scenografici e nella sartoria della Fondazione Pergolesi Spontini: Don Pasquale di Gaetano Donizetti (28, 30 e 31 ottobre), la prima esecuzione assoluta de L'esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi (12, 14 e 15 novembre) e Nabucco di Giuseppe Verdi (10, 11 e 13 dicembre). Chiude il cartellone il balletto Querencia della Compagnia Antonio Najarro (19 dicembre).

"Il trittico" arriva a Jesi in una nuova produzione, dall'allestimento firmato da Paul-Émile Fourny per l'Opéra-Théâtre de l'Eurométropole de Metz, di cui il regista belga è direttore artistico. Le tre opere condividono un unico impianto scenico circondato dall'acqua, che cambia di poco dall'una all'altra. «Il legame, per me, tra le tre opere è l'acqua. L'acqua della Senna nel Tabarro, dove morirà Luigi; l'acqua, fonte di vita ma anche fonte di morte in Suor Angelica, il veleno arriva in una visione: il figlio, diventato angelo, cammina sull'acqua e lo depone ai piedi della madre. In Gianni Schicchi, una storia di furbizia in una famiglia dai rapporti molto torbidi, ho deciso di ambientare la vicenda non in una bella casa fiorentina, ma nella cantina di un rigattiere, accessibile dalle fogne. Si torna così all'acqua sporca», spiega Fourny.

Gianni Schicchi (foto di Marco Pozzi)
Gianni Schicchi (foto di Marco Pozzi)

Sul podio della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana sale Stefano Vignati, General Director e direttore musicale di Opera Carolina negli Stati Uniti e direttore ospite principale della New York City Opera. Patrick Méeüs firma scene e luci, Giovanna Fiorentini i costumi. Canta il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, preparato da Pasquale Veleno.

Protagonista di questa nuova produzione è Massimo Cavalletti, baritono che ha cantato al Metropolitan di New York, alla Scala e al Festival di Salisburgo, nel ruolo del titolo in Gianni Schicchi e in quello di Michele ne Il tabarro. Giulio Pelligra, tenore catanese affermato nel repertorio belcantista e verdiano, è Luigi ne Il tabarro e Rinuccio in Gianni Schicchi; Alessandra Di Giorgio, soprano drammatico che ha già interpretato Giorgetta per l'Arena di Verona, è Giorgetta ne Il tabarro e la protagonista di Suor Angelica; Arlene Miatto Albeldas, mezzosoprano vincitrice del concorso Voci Mascagnane 2025, è la zia principessa in Suor Angelica e Zita in Gianni Schicchi. Francesca Maionchi, soprano che dal 2022 canta ogni estate all'Arena di Verona, è Suor Genovieffa in Suor Angelica e Lauretta in Gianni Schicchi, Aloisa Aisemberg la badessa in Suor Angelica e La Ciesca in Gianni Schicchi. Elena Antonini, mezzosoprano già in scena al Pergolesi nella prima assoluta de Il giudizio di Paride, è La Frugola ne Il tabarro e la suora zelatrice in Suor Angelica.

Completano la compagnia di canto Riccardo Liberatore (il Tinca e Gherardo), Stefano Gennari (il Talpa e Betto di Signa), Alessandro Pucci (il venditore di canzonette e un amante), Isabella Gilli (un'amante e Suor Osmina), Louise Guenter (Suor Dolcina e Nella), Roberta Sollazzo (la maestra delle novizie), Debora Simonetti ed Elisa Luciani (le cercatrici), Laura Tomasucci (la novizia), Midori Namikawa e Alina Khalilova (le converse), Mirta Belcecchi (Gherardino), Kevin Baliviera (Simone), Giacomo Medici (Marco), Alessandro Ceccarini (maestro Spinelloccio), Piersilvio De Santis (messer Amantio di Nicolao), Kevin Paoltroni (Pinellino) e Samuele Lattanzi (Guccio).

Puccini cominciò a pensare a un insieme di atti unici intorno al 1904, in origine ispirati alle tre cantiche della "Divina Commedia"; di quel progetto è rimasto il solo Gianni Schicchi, costruito su pochi versi del canto XXX dell'Inferno. Fu il compositore a stabilire la successione: prima il dramma più crudo, poi la commozione, infine la comicità, in un percorso che parte dalla morte gettata sotto gli occhi dello spettatore e arriva a esorcizzarla con la risata. Le tre opere, composte tra il 1913 e il 1918, a Jesi si ascoltano nella versione a cura di Ettore Panizza, edizione Casa Ricordi.

Il tabarro, su libretto di Giuseppe Adami dal dramma "La houppelande" di Didier Gold, si svolge su un barcone ancorato sulla Senna: Michele, il padrone, scopre che la giovane moglie Giorgetta ha una relazione con l'operaio Luigi; tra canzoni di strada e un organetto stonato affiora anche una citazione da La bohème.

Suor Angelica, su libretto di Giovacchino Forzano, unico soggetto originale nel teatro di Puccini e sua opera prediletta, è affidata a sole voci femminili: in un convento di fine Seicento una giovane nobile, rinchiusa da sette anni per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio, apprende dalla zia principessa che il bambino è morto.

Gianni Schicchi, ancora su libretto di Forzano e unica opera comica di Puccini, porta in scena la Firenze del 1299 e il contadino inurbato che si finge Buoso Donati per dettare un nuovo testamento a proprio vantaggio, favorendo così le nozze della figlia Lauretta con Rinuccio.

La recita dell'11 ottobre è accessibile a persone cieche/ipovedenti, sorde/ipoudenti, a cura di AXESS– Associazione per l'Accessibilità alla Cultura e con il contributo di Coop Alleanza 3.0; l'anteprima del 7 ottobre è riservata ai partecipanti del progetto di educazione al melodramma "Musicadentro" 2026 a cura di Cristiano Veroli, musicologo della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana e con il contributo di Trevalli Cooperlat, educational partner 2026. Il giorno di ogni recita, alle 19 il venerdì e alle 15 la domenica, le Sale Pergolesiane ospitano la guida all'opera a cura del direttore artistico Critian Carrara, a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 0731 202944 o a marketing2@fpsjesi.com.

Gli altri titoli della stagione

Don Pasquale di Gaetano Donizetti, dramma buffo in tre atti su libretto di Giovanni Ruffini e dello stesso compositore, va in scena venerdì 30 e sabato 31 ottobre alle 20.30, con anteprima giovani mercoledì 28 ottobre alle 16. Danila Grassi dirige il Time Machine Ensemble e il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno preparato da Pasquale Veleno; la regia è di Italo Nunziata, le scene di Michela Costa e i costumi di Simone Dalla Venezia, vincitori della sesta edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda, le luci di Oscar Frosio. Nel cast Bruno Taddia (Don Pasquale), Daniele Terenzi (il dottor Malatesta), Antonio Mandrillo (Ernesto), Nikoletta Hertsak (Norina) e Kevin Baliviera (il notaro). Nuova produzione in coproduzione con la Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara e la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova.

L'esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca, musica di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi, edizioni Curci, debutta in prima esecuzione assoluta sabato 14 novembre alle 20.30, con replica domenica 15 novembre alle 16 e anteprima giovani giovedì 12 novembre alle 16: un'opera thriller ambientata durante una prova dell'opera Tosca di Puccini, in cui un delitto vero attraversa la finzione. Eddi De Nadai dirige il Time Machine Ensemble; la regia è di Italo Nunziata, le scene di Jing Guan e i costumi di Margherita Figini, anch'essi vincitori del Concorso Svoboda, le luci di Oscar Frosio. Nel cast Laura Fortino (il soprano Antonella Scuderi, ossia Tosca), Tiziano Rosati (il sovrintendente Carlo Guidotti), Aloisa Aisemberg, Riccardo Liberatore e Giacomo Medici (i tre figuranti Teseo Parenti, Paolo Matteucci e Cristiano Ghignola). Nuova produzione in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena.

Nabucco di Giuseppe Verdi, dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, va in scena venerdì 11 dicembre alle 20.30 e domenica 13 dicembre alle 16, con anteprima giovani giovedì 10 dicembre alle 16. Marco Attura dirige la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana e il Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini preparato da Lorenzo Chiacchiera; la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, le luci di Ludovico Gobbi, i video di Mario Spinaci, le coreografie di Giorgia Leonardi. Nel cast Dalibor Jenis (Nabucodonosor), Julija Vasiljeva (Abigaille), Joseph Dahdah (Ismaele), Alberto Comes (Zaccaria), Arlene Miatto Albeldas (Fenena), Stefano Gennari (il Gran Sacerdote di Belo), Simone Fenotti (Abdallo) e Isabella Gilli (Anna). Nuova produzione in coproduzione con l'Associazione Arena Sferisterio di Macerata.

Sabato 19 dicembre alle 21 chiude il cartellone Querencia, spettacolo di danza dalla Escuela Bolera al flamenco della Compagnia Antonio Najarro, su coreografie di Antonio Najarro e musiche originali di Moisés Sánchez, con quattordici danzatori.

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Per info e prenotazioni: tel. 0731 206888, biglietteria@fpsjesi.com, online su www.vivaticket.com -www.fondazionepergolesispontini.com

"Suor Angelica" (foto di Marco Pozzi)
"Suor Angelica" (foto di Marco Pozzi)
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