Piergallini (Pd): «La giunta delle Marche attivi i canali diplomatici per sbloccare il Veicolo della Speranza, la papamobile-clinica per i bambini di Gaza non può restare ferma»


«Davanti al mancato rilascio delle autorizzazioni per l'ingresso del "Veicolo della Speranza" nella Striscia di Gaza, è opportuno che la Regione Marche si attivi subito presso le autorità competenti per sollecitare una soluzione. I bambini stanno pagando il prezzo più drammatico della guerra scatenata da Israele e non possiamo accettare che resti congelato un aiuto medico fondamentale, già pronto e allestito». A dirlo è il vicepresidente del consiglio regionale, Enrico Piergallini, il quale annuncia la presentazione di una mozione sottoscritta da tutti i consiglieri di minoranza per impegnare la giunta regionale a sollecitare il governo italiano e il ministero degli affari esteri affinché siano intraprese tutte le iniziative diplomatiche utili a favorire l'ingresso e il passaggio sicuro nel territorio gazawi della clinica pediatrica derivata dalla papamobile utilizzata da Papa Francesco durante il pellegrinaggio in Terra Santa del 2014, che il Pontefice volle donare e destinare a un progetto sanitario pediatrico.
Affidato a Caritas Jerusalem, con il sostegno di Caritas Sweden, il mezzo è stato interamente riconvertito in una struttura mobile attrezzata con strumenti diagnostici, farmaci e materiale di primo soccorso, pensata per raggiungere i minori nelle aree dove le strutture sanitarie sono state distrutte o danneggiate e risultano inaccessibili.
«Questa iniziativa - spiega Piergallini - rappresenta uno degli ultimi gesti concreti di solidarietà e vicinanza voluti da Papa Francesco nei confronti della popolazione civile della Striscia di Gaza e costituisce un simbolo universale di pace, dialogo e assistenza ai più vulnerabili. Tuttavia, nonostante il completamento dell'allestimento e la disponibilità operativa, il progetto è fermo: il veicolo e le altre unità sanitarie mobili sono infatti ancora in attesa del rilascio delle autorizzazioni richieste alle autorità israeliane competenti per il controllo degli accessi al territorio gazawi. Il perdurare di questo stallo impedisce l'utilizzo di un presidio medico già disponibile e destinato esclusivamente al soccorso umanitario dei minori, in un contesto caratterizzato da gravissime criticità sanitarie». «Le Marche – conclude il vicepresidente del consiglio – vantano una storia e una tradizione radicate nella cooperazione internazionale, nella solidarietà e nella tutela dei diritti umani fondamentali. È del tutto coerente con i nostri valori che l'istituzione regionale si faccia interprete di questa istanza, auspicando lo sblocco dei permessi necessari».