RimanDATI: presentato il report di Libera sulla trasparenza dei beni confiscati alle mafie. Riguarda anche le Marche


Nelle Marche tre comuni su quattro destinatari di beni immobili sottratti alle mafie e che hanno affidato la gestione a enti del terzo settore adempiono oggi all'obbligo di pubblicazione dell'elenco sul proprio sito. Un dato stabile rispetto alla precedente edizione del monitoraggio quando era uno solo il comune che non pubblicava i dati. I dati emergono dalla quarta edizione di "RimanDATI", il report nazionale promosso da Libera in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino e con il contributo di ISTAT. Il monitoraggio è stato condotto grazie al lavoro di oltre 80 volontari in tutta Italia, formati per rilevare capillarmente il livello di trasparenza degli enti territoriali. Comunicato stampa RimanDATI(1). RimanDATI, l'unico report in Italia che indaga lo stato della trasparenza degli enti territoriali in materia di beni confiscati, costituisce ormai un punto di riferimento fondamentale per chi si occupa, appunto, di trasparenza e di beni confiscati. E anche uno strumento straordinario di attivazione e di cittadinanza responsabile, oltre che di sostegno e accompagnamento per la Pubblica Amministrazione. Il diritto di sapere resta, per Libera, un imperativo, al pari dell'impegno per ottenere che, anche attraverso il diritto di sapere, sempre più beni sottratti alle mafie tornino concretamente alla collettività.
A livello nazionale, la trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nelle amministrazioni comunali italiane compie un netto passo in avanti. Su 1.174 Comuni destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben 938 (pari al 79,8%) adempiono oggi all'obbligo di pubblicazione dell'elenco sul proprio sito internet. Soltanto 236 enti (il 20,2%) risultano ancora inadempienti. Un risultato che segna un tasso di crescita del 15% rispetto alla precedente edizione del monitoraggio e una svolta radicale rispetto al primo report del 2021, quando solo il 38% degli enti pubblicava tali dati e non esisteva ancora un modello di riferimento unico per il confronto. La mappa della trasparenza evidenzia una crescita omogenea a livello nazionale, pur con alcune differenze geografiche: Nord Italia: si conferma la macroarea più virtuosa con l'88,5% degli enti adempienti, il Centro Italia: registra una forte accelerazione raggiungendo il 77,8%, con un incremento di quasi 20 punti rispetto alla rilevazione precedente, il Sud Italia e Isole: continua la propria crescita attestandosi al 75%.
"Mafie e corruzione prosperano nel buio e nell'indifferenza. Democrazia, legalità e giustizia lo fanno, invece, nella luce. Illuminare i beni confiscati - commenta Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera – vuol dire attivare tutti quei meccanismi che, a partire dalla conoscenza e dalla piena accessibilità dei dati e delle informazioni, possono facilitare i percorsi di riutilizzo; significa allora dare linfa alla democrazia, alla legalità e alla giustizia. Il percorso di RimanDATI continua con un obiettivo preciso: raggiungere la piena trasparenza sul 100% degli enti monitorati. Perché ogni dato pubblicato non è solo un'informazione in più: è uno spazio di potere restituito alla collettività. Ogni elenco reso accessibile è una barriera in meno tra istituzioni e cittadini. Ogni miglioramento nella trasparenza è un avanzamento nella possibilità di controllo, partecipazione e proposta. Rendere visibili i beni confiscati significa renderli anche immaginabili. Significa permettere a comunità, cooperative, reti territoriali di pensare nuovi progetti, di avanzare proposte, di costruire esperienze di riutilizzo sociale. La trasparenza non si limita a raccontare ciò che esiste, ma crea anche le condizioni perché esista di più. In questo senso, RimanDATI non è soltanto un report sulla trasparenza. È un dispositivo politico che riafferma un'idea precisa di Stato e di democrazia: uno Stato che non teme lo sguardo dei cittadini, e cittadini che non rinunciano a esercitare il proprio diritto di sapere. È la dimostrazione che la legalità non si esaurisce nella confisca, ma si compie nel riutilizzo sociale; e che il riutilizzo sociale non può prescindere dalla pubblicità, dall'accessibilità, dalla responsabilità. Se i beni confiscati rappresentano la sconfitta del potere mafioso, la loro gestione trasparente e partecipata rappresenta la vittoria della democrazia."
Un approfondimento è stato fatto sulla modalità di pubblicazione dell'elenco, da cui dipende in maniera sostanziale la qualità dei dati messi a disposizione. Nelle Marche tra i tre enti che pubblicano solo uno utilizza il formato Open data, ottimale per la consultazione della cittadinanza. Gli altri due usano il PDF ricercabile che non rappresenta il formato più agevole nella consultazione dei dati. Comunicato stampa RimanDATI(1). Rispetto alle diverse categorie di informazioni che il 100% degli enti compila correttamente le informazioni sui dati catastali, sull'ubicazione e utilizzazione del bene mentre scende al 67% la percentuale sulle informazioni sulla tipologia di bene immobile confiscato. Raggiunge quota 100% la pubblicazione dei dati sui concessionari che hanno in gestione il bene. Comunicato stampa RimanDATI(1). Anche in questa quarta edizione del report per una misurazione composita della trasparenza in materia di beni confiscati abbiamo costruito un ranking mediato degli enti locali su scala da 0 a 100, laddove 0 è riferibile a situazioni di totale assenza di dati pubblicati, 100 a situazioni inverse di presenza corretta di tutti i dati, la media nazionale è pari di tutti gli enti è pari a 56.2 punti. Le Marche con un ranking di 54,2 punti si colloca un po' sotto della media nazionale.