Soprintendenza ABAP di Ascoli Piceno Fermo e Macerata: processo di restauro post-sisma 2016, aperture straordinarie, incontri, visite a Montegallo, Servigliano, San Ginesio e al deposito-laboratorio di restauro della Mole Vanvitelliana di Ancona.

17.10.2026

A dieci anni dal sisma (2016–2026): la Soprintendenza ABAP di Ascoli Piceno Fermo e Macerata apre alle comunità quattro importanti luoghi al centro del processo di restauro post-sisma 2016.

Aperture straordinarie, incontri, visite e momenti di approfondimento coinvolgeranno Montegallo, Servigliano, San Ginesio e il deposito-laboratorio di restauro della Mole Vanvitelliana di Ancona.

A dieci anni dalle scosse sismiche che nel 2016 hanno profondamente segnato il Centro Italia, il Minisitero della Cultura, tramite il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Pesaggio, ha promosso la campagna di iniziative denominata "A dieci anni dal sisma (2016–2026)", finalizzata a condividire e approfondire le strategie, azioni e attività intraprese dal Ministero tramite i suoi organi centrali e periferici in questo lungo processo di tutela e conservazione di una significativa parte del partrimonio culturale nazionale. Nell'ambito di tale programma di iniziative la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata apre straordinariamente al pubblico alcuni cantieri e luoghi della tutela per raccontare non soltanto la ferita subita dal patrimonio, ma anche il lungo e complesso processo di tutela che in questi dieci anni si è compiuto, dall'emergenza alla messa in sicurezza fino al recupero, al restauro e alla progressiva restituzione dei beni alle comunità.

L'apertura straordinaria dei cantieri e dei luoghi della tutela rappresenta l'elemento caratterizzante dell'iniziativa: cittadini e visitatori potranno entrare in spazi normalmente non accessibili, conoscere gli interventi realizzati e in corso, e scoprire da vicino il lavoro svolto dalle professionalità impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale. Il decennale diventa così un'occasione di conoscenza, partecipazione e consapevolezza sul valore del patrimonio culturale per le comunità e i territori. Il progetto assume così una particolare valenza istituzionale: raccontare la missione del MIC e delle Soprintendenze attraverso il lavoro quotidiano della tutela, fatto di sopralluoghi, studio, ricerca, definizione degli interventi necessari e loro esecuzione.

"A dieci anni dal sisma (2016–2026)" è soprattutto un'occasione per fare memoria attraverso il patrimonio e raccontare il percorso compiuto, mettendo a disposizione della cittadinanza il patrimonio di conoscenze, esperienze e professionalità maturato durante questi anni. La ricorrenza del decennale diventa così un momento per interrogarsi sul significato della tutela in un territorio colpito da un evento traumatico e per mostrare come la salvaguardia dei beni culturali rappresenti, insieme alla ricostruzione materiale, un elemento fondamentale per la ricomposizione sociale dei territori e delle comunità che vi risiedono.

Aprire questi luoghi, raccontarne la storia, mostrare i cantieri, i laboratori e le attività che normalmente restano non visibili al pubblico significa rendere concreto e comprensibile il lavoro della tutela e una parte essenziale della missione del Ministero della Cultura e della Soprintendenza: conoscere, proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, assicurandone la trasmissione alle generazioni future.

Per il Soprintendente Arch. Giovanni Issini "Le aperture straordinarie di quattro cantieri di restauro nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata nell'ambito della campagna di iniziative promossa dal Ministero della Cultura "A dieci anni dal sisma (2016–2026)", rappresentano una preziosa e ulteriore occasione di dialogo tra le comunità e gli operatori addetti alla tutela, nel pieno delle attività di ricostruzione fisica in atto nei territori duramente colpiti dagli eventi sismici. Un momento in cui i cittadini potranno immergersi nella realtà del cantiere di restauro e scoprirne le complessità e gli elementi caratterizzanti, confrontandosi con funzionari, tecnici e maestranze, le quali renderanno conto del lavoro che si sta attuando sul patrimonio culturale ferito dal sisma"

Il percorso sarà articolato in diverse tappe, individuate in luoghi particolarmente significativi per la storia del sisma, per il patrimonio interessato e per le attività di tutela condotte in questi anni.

Montegallo (AP),  Chiesa di Samta Maria in Lapide
Montegallo (AP), Chiesa di Samta Maria in Lapide

SITI COINVOLTI

Montegallo (AP) - Chiesa di Santa Maria in Lapide

Nella frazione di Balzo, la chiesa sorge su un nucleo anteriore al XIII secolo, caratterizzato da una cupola ottagonale e da un alto campanile a vela. Ampliata dai Benedettini tra Quattrocento e Cinquecento, fu profondamente trasformata negli anni Cinquanta del Novecento. Il sisma del 2016 ne ha determinato l'inagibilità: è crollata la vela campanaria minore, mentre quella principale ha mostrato un principio di ribaltamento. La caduta dei conci ha danneggiato la copertura, favorendo infiltrazioni; ulteriori lesioni hanno interessato murature e cupola. L'intervento in corso prevede la riparazione e il consolidamento delle murature, presidi antiribaltamento, la ricostruzione della vela minore con i blocchi originari e il ripristino delle coperture e delle strutture lignee ammalorate.

San Ginesio (MC) - Collegiata della Santissima Annunziata

San Ginesio (MC) - Collegiata della Santissima Annunziata
San Ginesio (MC) - Collegiata della Santissima Annunziata

Fondata come pieve nell'XI secolo e riedificata nel XIII, la Collegiata conserva una facciata che unisce elementi romanici e gotico fiorito, gli affreschi quattrocenteschi della cripta di San Biagio e ricche decorazioni barocche. Il sisma del 2016 ha provocato lesioni nelle pareti laterali, nel colonnato, nelle volte delle navate e delle cappelle e in facciata, compromettendo la piena funzionalità del complesso. Non si sono tuttavia verificate perdite di elementi significativi né danni tali da richiedere la ricostruzione di parti. L'intervento punta al miglioramento complessivo della risposta sismica attraverso il consolidamento diffuso delle murature e opere locali sui diversi corpi edilizi, conciliando la sicurezza con la tutela del patrimonio architettonico e storico-artistico.

Servigliano (FM) - Palazzo Filoni

Edificato tra Settecento e Ottocento lungo corso Vecchiotti, Palazzo Filoni appartiene al nucleo storico della città di fondazione illuministica. Si distingue per l'altana e per il piano nobile, ricco di volte decorate, stucchi, dipinti murali e tessuti parietali. Già colpito dal terremoto del 1997, nel 2016 ha subito danni soprattutto al piano terra e al piano nobile, con lesioni a murature e volte, distacchi tra pareti e danni alle decorazioni; particolarmente vulnerabile è risultata l'altana. Il recupero comprende consolidamenti di murature, volte e solai, collegamenti tra le pareti e restauro degli apparati decorativi. Per l'altana sono previsti smontaggio, consolidamento e rimontaggio. È in corso la riqualificazione per la nuova destinazione a hub tecnologico e spazio per la ricettività, con adeguamenti funzionali e impiantistici.

Ancona Deposito Laboratorio di Restauro della Mole Vanvitelliana

Ancona, deposito di restaurro della Mole Vanvitelilana
Ancona, deposito di restaurro della Mole Vanvitelilana

Attivato nelle prime fasi dell'emergenza del 2016 negli spazi messi a disposizione dal Comune di Ancona, il Deposito-Laboratorio di Restauro custodisce i beni culturali mobili recuperati nelle Marche meridionali. Nel gennaio 2025 accoglieva oltre 1.500 opere censite e catalogate, provenienti da chiese, pinacoteche ed edifici pubblici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Alla messa in sicurezza si è affiancato il restauro, sviluppato dal gennaio 2024 con restauratori presenti continuativamente e un laboratorio attrezzato, sotto il coordinamento tecnico-scientifico dell'Istituto Centrale per il Restauro in collaborazione con la Soprintendenza competente. Le attività comprendono diagnostica, documentazione e formazione e sono finalizzate alla restituzione delle opere alle comunità, coordinando i rientri con il recupero e l'idoneità degli edifici di provenienza.

PROGRAMMA DELLE APERTURE STRAORDINARIE

Le aperture dei luoghi interessati dal progetto si svolgeranno

Per i cantieri di Montegallo, Servigliano e San Ginesio

sabato 24 e domenica 25 ottobre e sabato 7 e domenica 8 novembre 2026.

Le visite guidate, della durata di circa 45 minuti, saranno organizzate nei seguenti turni:

  • mattina: MATTINA 9:30, 10:30, 11:30 E POMERIGGIO 14:00 15:00 16:00.

Per il solo cantiere di Ancona c/o Deposito di Laboratorio di Restauro della Mole Vanvitelliana

sabato 24 mattina: 9:30 ; 10:45; 12:00, pomeriggio: 14.00; 15.00 ; 16.00

domenica 25 ottobre solo mattina: 9:30 ; 10:45; 12:00,

La partecipazione è gratuita e con prenotazione obbligatoria. Ogni turno prevede un numero massimo di 20 partecipanti.

Le prenotazioni saranno effettuabili attraverso un link a partire dal 20/10/2026

I luoghi interessati sono: la Chiesa di Santa Maria in Lapide a Montegallo, Palazzo Filoni a Servigliano, la Collegiata di San Ginesio e il Deposito/Laboratorio di Restauro della Mole Vanvitelliana di Ancona. Quest'ultimo sarà visitabile nelle sole giornate del 24 e 25 ottobre.

Per maggiori info e dettagli programma si rinvia alla locandina:

Share