Tornate le Giornate FAI d’autunno: 5 tesori da scoprire tra Senigallia e dintorni

03.10.2026

E' iniziato il conto alla rovescia per l'edizione numero 15 delle Giornate FAI d'autunno in calendario sabato 11 e domenica 12 ottobre. E come sempre anche la Delegazione di Senigallia farà la sua parte con un ricco programma di visite alla scoperta delle bellezze del nostro territorio.

Grande attesa quindi per un evento di piazza che il FAI-Fondo per l'Ambiente Italiano ETS dedica ogni autunno al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese: una festa diffusa – organizzata dalle Delegazioni locali e dai gruppi sul territorio, con l'importante partecipazione degli "apprendisti ciceroni"– che conferma l'impegno della Fondazione nel promuovere presso la cittadinanza, più larga possibile, la conoscenza del patrimonio, ricchissimo e variegato, di storia, arte e natura del nostro Paese, per favorirne la tutela e la valorizzazione con il contributo di tutti, e così svolgere la sua missione di educazione culturale e civica. L'elenco dei luoghi aperti e le modalità di visita sono consultabili su www.giornatefai.it . I protagonisti saranno oltre 700 luoghi eccezionali, aperti dal FAI dannord a sud della Penisola,solitamente non visitabili, poco conosciuti e lontani dai consueti itinerari turistici. La Delegazione di Senigallia ha programmato 5 aperture con 4 Comuni coinvolti: Senigallia, Arcevia, Ostra Vetere e Montemarciano. A Senigallia si apriranno le porte della chiesa di Santa Maria delle Grazie con la famosa Pala del Perugino, ricollocata nel suo spazio originale nel 2024, mentre la Madonna di Senigallia, di Piero della Francesca, si trova nella Galleria Nazionale di Urbino ed è presente con una copia. E ancora ad Arcevia con la Collegiata di San Medardo e la chiesa di Santa Maria del Soccorso. A Ostra Vetere invece fari puntati sul sito archeologico Le Muracce e sul polo museale Terra di Montenovo. Esclusivamente per gli iscritti FAI e sempre a Ostra Vetere aprirà le

porte Palazzo Fornaroli e per molti sarà una scoperta veramente eccezionale. Infine Montemarciano con la visita a Villa Cosmetti Marotti, anche questa una vera e propria chicca con ingresso riservato agli iscritti FAI. Come già in passato, la Delegazione FAI di Senigallia ha affidato il delicato ruolo di "ciceroni" ai bravissimi giovani delle scuole del territorio, guidati e affiancati dai loro dirigenti scolastici e insegnanti. Quest'anno sono coinvolti il Liceo Classico Perticari di Senigallia e gli Istituti Comprensivi di Arcevia, Ostra Vetere e Montemarciano. In tutte le Marche saranno aperti 42 beni in 31 Comuni per un successo annunciato.

1. SENIGALLIA: CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Il complesso, di proprietà della locale municipalità, è di primaria importanza per il territorio miseno in virtù della sua funzione spirituale, del suo valore artistico e della sua plurisecolare storia, legata in modo particolare ai periodi più nobili della Città, dal dominio di Giovanni Della Rovere al pontificato di Papa Pio IX. Visiteremo La chiesa e il convento, progettati dall'architetto Baccio Pontelli da Urbino (1449 circa-1494 circa) su commissione di Giovanni Della Rovere, signore della Città, ed edificati a partire dal 1491. Dal 1866 intero complesso e l'area adiacente sono proprietà del Comune di Senigallia, che si impegna a garantire il regolare funzionamento della parrocchia. Nel 1871 la selva circostante è stata definitivamente disboscata per essere adibita a cimitero comunale. Dopo una

descrizione dei luoghi e delle architetture che li caratterizzano visiteremo l'interno della chiesa che ospitava due celeberrimi tesori del rinascimento, ovvero della pala dell'altare intitolata Madonna in trono con Bambino e santi, pittura del pievese Pietro Vannucci detto Perugino, e della Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. La Pala di Senigallia del Perugino nel 2024 è stata ricollocata nella chiesa dopo la temporanea custodia presso la Pinacoteca Diocesana di Senigallia, mentre la Madonna di Senigallia si trova sin dal 1917 presso la Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino. Le visite saranno allietate dalla presenza di figuranti dell'Associazione culturale

"L'esteticadell'Effimero".

2. ARCEVIA: RACCOLTA MUSEALE DI S. MEDARDO E CHIESA DI S. MARIA DEL SOCCORSO
Visiteremo due dei luoghi simbolo di questo pregevole Comune. Inizieremo dalla Collegiata di San Medardo che è una vera chiesa-museo. esistente sin dal 1208, deve il suo nome a una reliquia di San Medardo (Santo Francese), donata alla Comunità di Rocca Contrada (antico nome di Arcevia), dall'Imperatore Carlo Magno. All'interno potremo ammirare due straordinarie opere del grande artista rinascimentale Luca Signorelli, il Polittico di S. Medardo (1507) e il Battesimo di Cristo (1508); oltre al monumentale dossale in terracotta invetriata Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Gerolamo (1510-1513) di Giovanni della Robbia, esponente di spicco della famosa bottega

fiorentina. Visiteremo poi La chiesa di S. Maria del Soccorso costruita nel XVI secolo dai Padri Agostiniani e successivamente ceduta alle Clarisse, che tuttora dimorano nell'attiguo monastero. All'interno potremo ammirare un S. Antonio abate, splendida scultura lignea attribuibile ad un maestro di cultura appenninica (secc. XIV-XV), un'Adorazione dei Magi, tavola firmata e datata dal Ramazzani (1577), dove il vivace cromatismo dell'artista sfuma in una narrazione onirica e fiabesca, un'Immacolata Concezione, una delle più belle tele del Ridolfi, in cui potremo notare la resa pittorica delle sontuose vesti e le qualità coloristiche, e una spettacolare Annunciazione, opera in terracotta invetriata di Mattia della Robbia (prima metà sec. XVI). Domenica si potranno gustare prodotti tipici locali presso gli stands dell'evento Saperi & Sapori.

3. OSTRA VETERE: SITO ARCHEOLOGICO LE MURACCE E POLO MUSEALE TERRA DI MONTENOVO

A circa tre chilometri dall'attuale Ostra Vetere, sorge l'area archeologica "Le Muracce", della città romana di Ostra. Quest'area Rappresenta una testimonianza straordinaria della storia di Ostra Antica. I visitatori ripercorreranno oltre duemila anni di storia attraverso un sito archeologico che conserva i resti di una città sorta nella seconda metà del I secolo a.C., dopo la conquista romana delle terre circostanti. Poi con bus navetta ci sposteremo nel centro storico di Ostra Vetere per visitare il Museo-Pinacoteca di Ostra Vetere, appositamente riaperto per il FAI. Sarà illustrato l'Antiquarium, una sezione archeologica che raccoglie i reperti dell'antica città romana, rinvenuti nelle campagne di scavo condotte negli ultimi otto anni. Poi ci sposteremo nei locali della pinacoteca che ospitano pregevoli opere di artisti del '400 e '500.

4. OSTRA VETERE: PALAZZO FORNAROLI (visita riservata agli iscritti FAI)
Di fronte al Palazzo Comunale, in piazza Don Minzoni, si erge un edificio storico del XVII secolo, denominato, sulla base delle proprietà succedutesi nel tempo, Palazzo Franceschini e Palazzo Buti, ma la porzione di fabbricato più degna di nota è oggi quella di proprietà Fornaroli. Nella facciata, di fianco al portone di ingresso del palazzo, il 3 maggio 2009 è stata apposta una lapide che ricorda la figura del Dr. Arnaldo Giuseppe Fornaroli nella sua casa natale. Fornaroli è stato riconosciuto cittadino benemerito di Ostra Vetere nel campo scientifico. Il suo operato ha dato lustro alla città dove nacque, visse ed operò, e la stampa nazionale e locale dell'epoca e di oggi si è più volte occupata di quest'uomo geniale. L'iniziativa del FAI vuole essere il riconoscimento ad un pioniere della telefonia, grazie alla quale le comunicazioni fecero senza dubbio un passo in avanti. Visiteremo il piano nobile

con i suoi diversi locali, ammireremo i pavimenti originali in cotto, gli antichi arredi, i quadri e

l'esposizione di documenti, che testimoniano la vita e le opere del dr. Fornaroli e della sua famiglia. Entrando nel palazzo Buti, adiacente, di proprietà di un cugino della famiglia Fornaroli, potremo ammirare un gruppo scultoreo di straordinaria bellezza che occupa un'intera parete della camera da letto ed è parte integrante di una ex alcova. L'opera (per la quale, peraltro senza alcun riscontro, si fa il nome del palermitano Giacomo Serpotta, 1650-1732) è interamente eseguita in stucco bianco e rappresenta due figure femminili che, a guisa di cariatidi, sorreggono l'arco a sesto ribassato che separa la camera dall'alcova vera e propria, oltre a varie coppie di putti che reggono conchiglie e stemmi, che rappresentano le armi degli sposi affiancanti un cartiglio che contiene un motto latino beneaugurante il meritato riposo. La sommità è alleggerita con decorazioni traforate di frutti e fogliami.

5. MONTEMARCIANO: VILLA COSMELLI MAROTTI (visita riservata agli iscritti FAI)

Immersa nelle colline di Montemarciano Villa Marotti Cosmelli rappresenta una delle più significative testimonianze dell'architettura di villa di campagna marchigiana tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Il Bene è stato realizzato dall'ingegnere Giovanbattista Marotti (1834-1908), imprenditore ferroviario e costruttore, che partecipò ai grandi cantieri dell'Italia post-unitaria. Dopo aver diretto importanti lavori ferroviari e aver preso parte ai grandi interventi urbanistici di Roma e Napoli, accumulò una notevole fortuna economica. Nel 1879 fece ritorno nella sua terra natale con l'intenzione di investire nello sviluppo di Montemarciano. Il suo contributo fu determinante: promosse la costruzione del teatro e dell'acquedotto comunale, favorì l'introduzione dell'illuminazione pubblica, contribuì alla realizzazione del cimitero e finanziò numerose opere assistenziali, tra cui la casa di riposo che ancora oggi porta il suo nome. La villa costituiva il fulcro dell'intera proprietà. Costruita in posizione dominante sulla collina, godeva di una straordinaria vista sul mare pur beneficiando della frescura offerta dalla vegetazione circostante. Era una grande dimora signorile, dotata di numerose sale di rappresentanza, camere, logge panoramiche e di una torre-belvedere che dominava il paesaggio. Attorno alla residenza si sviluppavano il grande giardino romantico, i viali alberati e numerosi edifici di servizio che rendevano la proprietà una vera tenuta di villeggiatura. Durante la seconda guerra mondiale la villa venne requisita e utilizzata come ospedale militare. Negli anni successivi, probabilmente anche a causa dei danni subiti durante il conflitto e degli elevati costi di manutenzione, fu demolita. Dell'antico complesso rimangono oggi la torre, la limonaia, la colombaia, parte degli edifici rurale, la residenza dei proprietari e il parco storico, tutti elementi di grande interesse storico e paesaggistico che visiteremo. Le visite saranno allietate da intermezzi musicali a cura degli studenti del corso musicale dell'I.C. locale.

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